venerdì 10 ottobre 2008

L'Ultimo Samurai


Qualche Week end or sono ho frequentato un seminario di Aiki jutsu con il mio vecchio Sensei; tra le varie chiacchiere di fine lezione siamo finiti col parlare (come sempre succede tra noi) di personaggi Budo e di un nome in particolare secondo me degno di nota: Takeda Sokaku; dopo istantanea ricerca in rete, questo è quello che ho trovato.
Takeda Sokaku, nacque il 10 ottobre 1859 nel palazzo dei Takeda in Aizu, e seguí gli insegnamenti paterni di kenjutsu, bojutsu e soprattutto daito-ryu, mentre studiava anche ono-ha itto-ryu al dojo Yokikan con Shibuya Toda. All'interno della famiglia Takeda, si tramandava infatti da secoli una arte marziale riservata ai componenti del clan, che si dice sia stata fondata dal principe Teijun nel IX secolo e poi trasmessa via via alle famiglie Tsunamoto e poi Minamoto, famiglia da cui per cui provenirono per secoli gli shogun, detentori del potere temporale in Giappone. A partire dal XII secolo il principe Saburo Yoshimitsu Minamoto avrebbe chiamato la scuola daito-ryu od anche aikijutsu. Attraverso i Takeda, ramo cadetto dei Minamoto, l’arte si era trasmessa fino a quei tempi, conosciuta in epoca tarda anche come Aiki In Yo Ho, metodo Yin e Yang dell’Aiki.

Dal 1873 sotto la guida di Sasakibara Kenkichi Takeda Sokaku oltre ad immergersi nello studio del Jikishinkage-ryu, incontrò molti dei piú grandi maestri di spada dell’epoca, membri del Kobusho (la scuola ufficiale di arti marziali dello shogunato Tokugawa). Padroneggió un gran numero di tecniche e di armi inclusi spada (ken), bastone (bo), bastone corto (hankyu), pugnali da lancio (shuriken) e lancia (yari) in stile Hozoin-ryu.

Intraprese poi il suo musha-shugyo, pellegrinaggio teso al miglioramento dell'arte attraverso il confronto e lo scontro con altre scuole ed altri maestri, visitando ogni dojo, mettendo alla prova e perfezionando le sue conoscenze marziali dovunque si recasse. Seguendo anche in questo il cammino di famiglia, bisogna infatti sapere che suo padre Soyoshi era sacerdote presso un tempio, approfondí il suo retroterra spirituale attraverso costanti visite dedicate alla preghiera, alla devozione e alle pratiche ascetiche in santuari come l'Udomyojin in Kyushu, il Monte Futara in Nikko ed il Monte Haguro nella provincia di Dewa. Nel frattempo le sue conoscenze di spada erano divenute ineguagliate e veniva temuto come "il piccolo Tengu di Aizu" (i tengu sono dei demoni dal lungo naso, rinomati anche per le loro abilità nell’arte marziale).

Fu attraverso Chikamasa Saigo Tanomo, ex Consigliere Capo del dominio di Aizu, poi divenuto prete shinto col nome di Hoshina Chikanori, che apprese l’oshikii uchi. Sokaku ricevette l’insegnamento nelle arti dello oshiki uchi da Chikanori durante il suo apprendistato come sacerdote, che non ebbe peró seguito, e ritornó piú volte da allora a far visita al suo mentore. Sotto la guida di Chikanori si dice che abbia manifestamente perfezionato miracolose capacità di comprensione dell’altrui mente e dei pensieri, e che abbia afferrato ogni aspetto profondo dello oshiki uchi.

Sembra sia stato Chikanori, al termine di un turbolento periodo della vita di Takeda Sokaku, a dargli l’ordine di deporre la spada e tornare allo studio del daito-ryu, cosa che avvenne nel 1889, all’età di 40 anni, sotto la guida di Tozaemon Takeda, monaco presso il tempio di Reizan.

Il 12 maggio del 1898 Chikanori presentó a Takeda un singolare poema, trascrivendolo nel registro delle iscrizioni di Sokaku. Una interpretazione delle parole di Chikanori è che stia paragonando il flusso di un fiume al flusso del tempo. Con l’inizio del periodo Meiji aveva avuto temine infatti l’età della spada, e qualunque fosse stato il grado di conoscenza di un uomo d'arme, egli non avrebbe piú potuto lasciare alcun segno né raggiungere alcuna meta. Di conseguenza, era il momento di cercare e costruire la propria via attraverso il jujutsu. Nel 1899 ricevette l’autorizzazione all’insegnamento, e poco tempo dopo decise di adottare ufficialmente l’antico nome di daito-ryu.

Da questo momento, Sokaku identificó sé stesso come un praticante sia di Daito-ryu aiki jujutsu che di Ono-ha Itto-ryu e viaggió attraverso il Giappone insegnando ambedue le arti per essere riconosciuto come il rianimatore (chuko-no-so) del Daito-ryu. Uno dei suoi allievi, Jitsuhide Zaibu, divenne capo della polizia dell’isola di Hokkaido, ed invitò il maestro a recarvisi per insegnare alle forze dell’ordine.

In Hokkaido risedeva in quel tempo anche Ueshiba Morihei, che aveva aderito al piano governativo di colonizzazione dell’arida e gelida isola del nord. Ueshiba aveva iniziato sembra la pratica delle arti marziali, perlomeno ufficialmente dopo le prime esperienze casuali, all’età di 15 anni nel 1898, seguendo gli insegnamenti di Tenshin Shinyo Ryu da Tokusaburo Tojawa e poi a partire dal 1902 di Yagyu Shinkage Ryu da Masakatsu Nakai. Le notizie del periodo successivo, relativo alla sua permanenza nell’esercito ed al suo temporano trasferimento a Tokyo, sono incerte.
Fu dunque in Hokkaido, nella città di Kitami o forse a Shirataki, che si incontrarono per la prima volta Takeda Sokaku e Ueshiba Morihei. Viene riportato un primo incontro risalente al 1911, ma dai registri della scuola Daito-Ryu in possesso di Tokimune Takeda sisulta che Ueshiba ne divenne ufficialmente discepolo solo nel 1915, all’età di 32 anni. In seguito Ueshiba ospitó spesso Tokaku nella sua casa di Shirataki per riceverne l’insegnamento. Era infatti costume di Takeda di non avere un dojo fisso, ma di tenere un insegnamento itinerante recandosi qua e là per corsi intensivi che duravano normalmente 10 giorni. Quando alcuni anni dopo Ueshiba decise di abbandonare l’isola, lasció la sua casa a Takeda, che continuó per molti anni a vivere in Hokkaido. Ueshiba Morihei ottenne nel 1922 l’autorizzazione all’insegnamento del daito-ryu, avendo ancora occasionali incontri con Takeda Sokaku negli anni a seguire.
In pieno novecento il Maestro Takeda era l'unico ad essere autorizzato a circolare liberamente con le spade nell'obi (vestiva rigorosamente in maniera tradizionale!).
Takeda Sokaku (come ci si aspetterebbe, "cinematograficamente" ragionando) non era grande e grosso (era alto non piú di 150 centimetri) ma i suoi occhi erano perforanti e le sue tecniche erano di un livello quasi sovrannaturale. Si dice che fosse capace di indovinare passato, presente e futuro di una persona ancora prima di conoscerla. Tra i suoi studenti piú conosciuti, oltre Ueshiba Morihei, vi furono Saigo Tsugumichi, il maestro di spada dello Hokushin Itto-Ryu Shimoe Idetaro; Minoru Mochizuki,padre dello Yoseikan, suo "assaggiatore" personale ed almeno altre trentamila persone: la firma con sigillo di ognuno di essi appare nel registro di iscrizione, ancora conservato ai nostri giorni. Il suo era un insegnamento di elite, riservato alle forze dell’ordine e ad alte personalità, e come detto non ha mai avuto un dojo fisso.

Takeda Sokaku si spense il 25 aprile del 1943, all’età di 83 anni, mentre era in viaggio per insegnare nella prefettura di Aomori.

Penso che sia doveroso per ognuno di noi, anche se il post non è precisamente riguardante il Kendo o lo Iaido, conoscere un minimo di storia riguardante queste grandi personalità, questi maestri senza i quali non saremmo ancora qui a tramandare la Tradizione.

P.S.
La foto che ho allegato fa bella mostra di se, insieme ad altri maestri guida per me, nel mio studio.

Grande Ki!!