lunedì 17 dicembre 2012

Jita Kyoei

Da diverso tempo avevo in mente di unificare le due sezioni per uno scambio di "energie" tra praticanti; dal mese di ottobre quest'idea gha preso forma e ogni sabato di metà mese la Sakura e la Yanagi Ka si trovano in allenamento congiunto. Ho avuto impressioni entusiastiche, sia da parte degli uni che degli altri. L'idea era di innanzitutto fare conoscere gli allievi tra loro che, anche se di età profondamente diverse, era giusto che si incontrassero e perchè no, praticassero insieme: adulti e bambini; impresa impossibile? Iie! Già, perchè da questi incontri che sono per la maggior parte strutturati per la crescita dei giovani anche chi lo è meno coglie il lato positivo e cresce, tecnicamente e socialmente. I ragazzi della Yanagi sono sempre assolutamente disponibili a venire a fare da "cavie" agli scatenati Budoka in erba e ad oggi posso dire che si sta iniziando a creare un certo feeling tra tutti. Devo assolutamente ringraziare gli uni e gli altri; i primi perchè si mettono a disposizione del giovanissimo senza riserve, donandosi al cento per cento, sforzandosi di riuscire a comunicare nel migliore dei modi (insegnare non è facile!) e impegnandosi fisicamente, arrivando a fine lezione veramente stremati; i secondi perchè ascoltano, seguono e si impegnano al massimo, cogliendo l'allenamento come una occasione in più per imparare e avere un "maestro" solo per loro. Per quanto mi riguarda il cuore mi si riempie di gioia quando vedo che il gruppo lavora in modo affiatato, superando le differenze fisiche, di esperienza e di età; questo a mio avviso è Budô.

martedì 9 ottobre 2012

La concezione Budô e una piacevole scoperta

Molte volte mi sono chiesto cosa sia in effetti quella che io amo definire "concezione Budô", un termine nato tanti anni fa quando poco più che bambino mi venivano impartiti i primi insegnamenti nella Arti Marziali. La risposta non è semplice, può avere molte sfaccettature; mentre diverso tempo fa il significato era uno, assoluto, il solo; ora, con l'avanzare dell'età e della pratica ha assunto connotazione più ampia e profonda. Quello di cui sto parlando è una totale disponibilità materiale e spirituale alla modestia e umiltà nell'apprendere; il fatto di rimettersi in gioco tutte le volte che si sale sul tatami, qualunque sia, quello del proprio Dôjô o quello di altri. E' quello che mi sta sucedendo da qualche anno a questa parte, da quando cioè ho lasciato che il Budô, dopo avere tanto a lungo bussato alla mia porta, entrasse a far parte della mia vita in maniera totale e totalizzante, da quando cioè da semplice "utente" sono passato allo studio e all'insegnamento. Penso semplicemente che per vivere il Budô interamente e integralmente non basti la sola preparazione tecnica ma si debba ricevere quasi una "vocazione", il dedicarsi cioè senza riserve e timori. Per quando mi riguarda dopo tanti anni e tante esperienze ho deciso volontariamente di andare a cercare e scavare più a fondo in me stesso e negli altri; un pò (modestamente parlando) il mio personale Musha Shugyô. A questo proposito mi preme raccontare di un incontro con una persona a mio avviso degna di nota e che incarna in buona parte quella che amo definire "Concezione Budô"; Sensei Carniel. Dopo averne tanto sentito parlare finalmente ho iniziato a prendere parte ad alcuni dei suoi seminari. Persona disponibilissima, di rara modestia, grande cultura e aneddotica (cosa che accresce moltissimo quanto una lezione pratica). Trovare nell'ambiente qualcuno che con molto semplicità e trasparenza si metta a tua disposizione al di la di sigle, immagini, dederazioni ecc mi ha fatto un pò tornare bambino quando nel nostro vecchio Dôjô l'imperativo era studiare e studiare, senza curarci da dove o quali passati potessere avere gli allievi. Sul tatami tutti si prodigano per aiutare tutti, con grande serietà e marzialità. L'avere scoperto questa bella realtà (senza dimenticare il Sensei Granati e tutti i suoi ragazzi) mi fa tirare un sospiro di sollievo, mi fa ricredere in quella meravigliosa realtà che si chiama Budô, nel Jita Kyoei, una piccola frase ma così enormemente dimenticata, tutti troppo presi dal "giusto" delle proprie pratiche al di la delle quali niente esiste. Io dal canto mio continuo a studiare. Grande Ki!!!

lunedì 23 luglio 2012

Dewa Mata


Dewa Mata, una delle tante forme di augurare l'arrivederci in giapponese; ho voluto intitolare così questo post, per salutare un amico, un vecchio compagno di pratica, una persona mite, schiva, quasi timida (d'altri tempi).
Quando arrivai in Bushidô era nella sezione di "quelli più grandi", quelli "che menavano", poi una volta conosciuto, lui come tutti gli altri mi accorsi che in realtà non erano cattivi picchiatori ma soltanto ragazzi con maggiore esperienza, sempre pronti ad aiutare chi, più giovane di loro, era in difficoltà su una tecnica o altro.
Moreno era uno di quelli, un pò schivo come dicevo ma sempre pronto a dare un consiglio, un suggerimento a me o ad altri che avevamo molta meno pratica di lui.
Se ne andato in una mattina d'estate; la stagione più bella, più solare, più positiva...ma chi l'ha detto poi??
Tanti sono stati i discorsi del Sensei circa le virtù dei samurai, ma mai qualche cosa riguardante i vizi e le debolezze che per natura avranno avuto.
Scrivo così, senza troppo pensare quindi mi si perdonerà qualche frase un pò "sconclusionata" che però assicuro ha il suo senso.
Ho sempre odiato i "coccodrilli" e non è mia intenzione scriverne uno; solo lasciare testimonianza di quanto, anche se i nostri destini marziali e non erano lontani, la sua scomparsa mi abbia lasciato senza fiato, senza parole (in un mondo dove se ne dicono troppe); parafrasando l'amico Alberto:"...veder muovere un turbine di foglie mi ricorderà del muoversi della tua hakama..."; arrivederci Moreno, arrivederci Budôka!!

domenica 22 luglio 2012

Riapre il corso della Scuola "Kuro Kumo Ryu"


Lunedì 3 Settembre C.A iniziano le Lezioni della Kuro Kumo Ryu Ninjutsu.

Orari: Lunedì ore 17.00/19.00

Giovedì ore 17.00/18.00

presso POLISPORTIVA DORO , V. GIUSEPPE FRANCESCHINI 9

FERRARA (FE)

Tel 0532/55535 o 346/7649867

domenica 8 luglio 2012

Hosoku Jugyô


Non tanti anni fa era uso presso le scuole di Arti Marziali di qualsivoglia estrazione e provenienza tenere lezioni all'aperto negli ambienti più disparati; questo per riavvicinare il gruppo alla pratica così come avveniva nei tempi antichi, per saggiare la propria "abilità" su terreni non abituali e non ultimo il fatto di "nutrirsi" di energie e panorami che nel chiuso del Dôjô sono di altrimenti difficile reperimento.
Questo era vero soprattutto per quelle Arti Tradizionali che si inspiravano al Jutsu più puro, da campo di battaglia per intenderci, anche se ad onor del vero molti Maestri di Gendai Budô ne seguirono il suggerimento.
Bene, o male se vogliamo, perchè questa bella "usanza" viene praticata aimè sempre meno, si resta sempre più tra le quattro mura della propria o altrui "palestra".
Il fatto che la Yamato da maggio a settembre sia di stanza all'aperto non mi bastava e da diverso tempo girava nella mia testa un bell' allenamento in riva al mare.
Il sogno si è concretizzato domenica scorsa; di buon ora siamo partiti e raggiunta la spiaggia abbiamo notato quanto caldo già facesse nonostante la giovane ora; dopo avere camminato per una decina di minuti in mezzo ad ombrelloni, costumi, corpi più o meno unti, tra vasetti di sott'oli stappati di buon ora e schiene gia bruciate, siamo arrivato in un lembo di spiaggia che a prima vista faceva al caso nostro.
Dopo un breve Mokusô ed una seduta di Kokyu Hô la lezione è progressivamente entrata nel vivo: Taisô, Genki Hô, Atemi Waza, equilibrio e studio specifico su una tecnica in particolare.
Diverse persone si sono fermate a vedere cosa facevano quei "matti" vestiti in modo bizzarro (zubon e obi), altre passavano quasi timorose di spezzare quall'energia che era palpabile e visibile a tutti; il caldo e il sudore misto all'acqua salata e alla sabbia non ha minimamente scalfito la concentrazione e la grinta dei ragazzi.
Le faccie rosse e stravolte ben hanno testimoniato quanto sia stato difficile, ma i sorrisi che le accompagnavano mi hanno fatto capire che ci vuole bel altro per stancare la Yamato!!
Finita la pratica, un bagno ristoratore per distendere i muscoli e le articolazioni ha decretato la fine di una splendida mattinata.
Sono rimasto veramente contento dell'impegno dei ragazzi, della voglia (al di la delle oggettive difficoltà dell'ambiente) di praticare "alla vecchia"; non è da tutti, Grazie!
Per quanto ci riguarda la Yamato tornerà in allenamento in ambiente esterno (mare, montagna ecc) quanto prima, intanto grazie, grazie a tutti!!
Grande Ki!!!

venerdì 22 giugno 2012

Qual buon vento...

Tanto tempo è passato dall'ultima volta che ho deciso di lasciare testimonianza dei miei pensieri nel dedalo della "rete" (forse mi ripeto...).
Diverse novità hanno circondato e pervaso la nostra Scuola che mi riprometto di testimoniare appena le dita e il tempo me lo permetteranno.......

giovedì 7 ottobre 2010

Deja Vù


Tanto tempo è passato dall'ultima volta che mi sono preso un pò di spazio per scrivere qui, su quello che è stato il mio primo mezzo informatico per fare conoscere la mia attività Budo.
Tanto tempo dicevo, quindi tante cose sono successe; non ultima la bellissima esibizione all'inizio di settembre alla quale ha preso parte il nostro Dojo e l'Accademia Aikido di Ferrara.
Sull'esito assolutamente apprezzabile dell'evento ed alcune mie riflessioni sullo stesso ho già scritto in altra sede.
L'anno accademico è riniziato nel migliore dei modi, nuovi ragazzi si sono avvicinati alla nostra disciplina e al Budo in generale, ragazzi che avevano già un certo background marziale ma che con tanta umiltà e pazienza hanno deciso di ricominciare lo studio da zero.
Era tempo che sognavo di avere in Dojo un amico, compagno di pratica del "Bushido"; questo mio sogno si è avverato martedì sera, egli (anzi, loro) si sono presentati in Dojo con keikogi e tanta voglia di praticare; per me è stata un'emozione incredibile, ricalcare lo stesso tatami dopo...ehm...15 anni circa non mi sembrava vero!
L'emozione traspariva sui nostri volti che tante "avventure" avevano compiuto insieme diverso tempo fa; ci apprestavamo a ripraticare uniti, a sudare, stringere i denti come i veri Budoka sanno fare.
Dopo il primo imbarazzo iniziale la lezione è scivolata via in men che non i dica; i ragazzi con una umiltà degna del più serio praticante, nonostante il loro grado si sono messi di buona lena per riprendere le basi, tai sabaki, atemi, ukemi waza e kata.
Il rei finale ha sancito il chiudersi di una bellissima lezione, energetica,quasi mistica!
Grazie ragazzi, grazie per l'energia che mi avete regalato, per le meravigliose parole di complimenti che avete avuto per il mio lavoro; vuol dire che la direzione è quella giusta; alla prossima volta, il "Bushido" ci ha uniti tanti anni fa e quell'unione è ancora viva e forte, ARIGATO!!!

Grande Ki!!!