giovedì 7 ottobre 2010

Deja Vù


Tanto tempo è passato dall'ultima volta che mi sono preso un pò di spazio per scrivere qui, su quello che è stato il mio primo mezzo informatico per fare conoscere la mia attività Budo.
Tanto tempo dicevo, quindi tante cose sono successe; non ultima la bellissima esibizione all'inizio di settembre alla quale ha preso parte il nostro Dojo e l'Accademia Aikido di Ferrara.
Sull'esito assolutamente apprezzabile dell'evento ed alcune mie riflessioni sullo stesso ho già scritto in altra sede.
L'anno accademico è riniziato nel migliore dei modi, nuovi ragazzi si sono avvicinati alla nostra disciplina e al Budo in generale, ragazzi che avevano già un certo background marziale ma che con tanta umiltà e pazienza hanno deciso di ricominciare lo studio da zero.
Era tempo che sognavo di avere in Dojo un amico, compagno di pratica del "Bushido"; questo mio sogno si è avverato martedì sera, egli (anzi, loro) si sono presentati in Dojo con keikogi e tanta voglia di praticare; per me è stata un'emozione incredibile, ricalcare lo stesso tatami dopo...ehm...15 anni circa non mi sembrava vero!
L'emozione traspariva sui nostri volti che tante "avventure" avevano compiuto insieme diverso tempo fa; ci apprestavamo a ripraticare uniti, a sudare, stringere i denti come i veri Budoka sanno fare.
Dopo il primo imbarazzo iniziale la lezione è scivolata via in men che non i dica; i ragazzi con una umiltà degna del più serio praticante, nonostante il loro grado si sono messi di buona lena per riprendere le basi, tai sabaki, atemi, ukemi waza e kata.
Il rei finale ha sancito il chiudersi di una bellissima lezione, energetica,quasi mistica!
Grazie ragazzi, grazie per l'energia che mi avete regalato, per le meravigliose parole di complimenti che avete avuto per il mio lavoro; vuol dire che la direzione è quella giusta; alla prossima volta, il "Bushido" ci ha uniti tanti anni fa e quell'unione è ancora viva e forte, ARIGATO!!!

Grande Ki!!!

lunedì 1 febbraio 2010

A Milano verso il Jutsu


Sabato u.s. mi sono svegliato di buon ora e caricata la macchina mi sono avviato verso Milano per una giornata di lezione da Certa Sensei.
Dopo avere attraversato tutta l'Emilia per il lungo e ascoltato Ligabue con i suoi primi pezzi che esprimevano in modo inequivocabile, e molto più di adesso, la sua origine "nebbiosa" e contadina, che noi nati in queste terre conosciamo bene, arrivo finalmente a destinazione senza intoppi ne rallentamenti.
Ovviamente gli altri partecipanti erano già arrivati abitando in zone piuttosto limitrofe al capoluogo lombardo; odio arrivare in ritardo!
Cambiato alla velocità della luce ed indossato il keikogi sono entrato in dojo, gli altri avevano già avuto la possibilità di scaldarsi un pò, io non ebbi il tempo, partimmo subito con l'Aiki Taiso, che comunque di per sè scalda abbastanza (è nato apposta) e prepara il corpo ai vari movimenti più o meno complessi che dovrà affrontare.
La "tensione" in me non era poca, ci si vedeva dopo diverso tempo e volevo fare bella figura, dimostrare quanto mi ero allenato!
Passammo poi all'irrobustimento muscolare, esercizi terribili per chi non è abituato (io per fortuna lo faccio abbastanza spesso e il tutto è scivolato via bene).
Sono poi passato alla pratica con alcuni allievi anziani che mi hanno aiutato in tutto e per tutto con estrema umiltà e collaborazione; nonostante il mio allenamento quotidiano,alcune cose sfuggono sempre e loro mi hanno corretto ove fosse necessario, grazie!
Dopo diverso tempo (molto) di lavoro a terra mi è stato concesso di passare al Bokuto; il ritmo dell'allenamento e l'estrema concentrazione hanno fatto si che la durezza delle tecniche e soprattutto il tempo di pratica siamo passate quasi senza che me ne accorgessi; l'adrenalina in me correva parecchio, come ripeto volevo fare bella figura.
Alcuni Kata ed ecco arrivare lo stop per il pranzo.
Tra un discorso e l'altro il Sensei ha dimostrato tutta la sua "umiltà" e apertura mentale e di spirito invitandoci a girare per i vari Dojo, conoscendo altre persone, vedendo altri tipi di pratica e altri metodi di insegnamento; questo mi ha dato il metro di misura sulla valenza della persona che, sicura di se, non teme confronti, anzi, li cerca, come un vero Maestro dovrebbe sempre fare....federazioni diverse o meno!
Dovrei andare in Giappone lo so Sensei, succederà prima o poi, meglio la qualità delle cose piuttosto che la quantità!
Nel pomeriggio abbiamo ripreso il lavoro in Tachi a coppie, un allenamento veramente stancante, ininterrotto, duro, marziale, senza fronzoli...come deve essere; per passare poi ad altri kata col bokuto, e qui devo ringraziare ulteriormente il Sensei che mi ha dato la possibilità di studiarne alcuni che esulano dal mio prossimo esame, ma venendo dal Kendo mi ha visto preparato e quindi pronto ad imparare kata "superiori".
Tra diversi suggerimenti e "aneddoti" che tengo assolutamente per me quasi come "tesori" e che a mia volta rivelerò ai miei allievi, si è giunti alla fine della giornata; dura, una vera giornata di Jutsu, senza esaltazioni pseudo giapponesi, senza fronzoli inutili, devo dire che, una volta risalito in macchina un sorriso di soddisfazione mi segnava il viso; il corpo ormai a pezzi ma lo spirito volava altissimo!
Ho partecipato a tanti stages, seminari, corsi ecc ma difficilmente ho trovato tanta coerenza, marzialità e umiltà come questa volta, non mi resta che ringraziare i partecipanti, il Sensei e anche me perchè no, se non mi fossi alzato l'altra mattina non mi sarei dato la possibilità di imparare tanto!
Grande Ki!!!!!!!!!!!!