E' con grande affetto che voglio augurare a tutti di trascorrere questo periodo di vacanza nel migliore dei modi; riposando e perchè no anche riflettendo su quello che si è fatto in questo anno passato, "riavvolgendo il nastro" momentaneamente per fare mente locale e per prefiggersi gli obbiettivi per il prossimo che è ormai imminente.
Io dal canto mio nn posso che continuare lungo la Via che ormai ho scelto cercando di essere sempre più una buona guida per che si vorrà unire a noi nel cammino del Budo e un umile e recettivo allievo per imparare quanto si può da chi è venuto prima di noi, da chi è "Nato prima", dai nostri Sensei.
AUGURI!!!!!
Grande KI!!
lunedì 29 dicembre 2008
giovedì 6 novembre 2008
Approccio

Voglio dare ufficialmente il benvenuto nel gruppo di kendoka copparesi ad Enrico, novizio samurai; al quale spero di poter infondere la passione e la grinta necessarie per poter percorrere un buon cammino nell'affascinante mondo del Budo.
Ancor prima di iniziare a parlare di tecnica, velocità, efficacia ecc ecc è secondo me fondamentale affrontare l'argomento: "approccio al Dojo"; di approccio alla "mentalità Budo", indispensabile bagaglio per poter iniziare bene e, a dio piacendo, continuare ancor meglio.
Troppo spesso per la fretta si tralasciano parti essenziali del tutto.
Spesso oggi sento parlare e fare grandi discorsi filosofici (anche lo stesso Enrico mi chiede eventuali libri che trattino argomenti di questo tipo inerenti al Kendo o le Arti Marziali in genere); bisogna capire che la Strada va iniziata dal punto giusto e col metodo giusto.
Inutile filosofeggiare su concetti astrusi tanto per riempirsi la bocca; magari capendo quasi niente....il Budo per poterlo vivere a 360 gradi bisogna PRATICARLO ASSIDUAMENTE; ora il nobile Kavuriani Sama mi darà del "fissato", hai ragione amico mio, a mio avviso l'unico modo per capire qualche cosa è viverla.
Deve restare fermo il concetto che ognuno di noi come ho già scritto da il peso che ritiene opportuno allo studio di queste discipline (il Kendo nella fattispece); detto questo, come ci si atteggia verso il dojo?
La "discesa" nella metalità bisogna già averla ancora prima di entrare in dojo, un pò di training autogeno va fatto magari in macchina prima di arrivare, a casa qualche minuto prima di uscire.
Già con questa pratica il giovamento sotto il profilo concentrazione sarà immediato.
Nel Kendo poi esiste un bellissimo e antico rituale: la vestizione.
Non bisogna "buttarsi addosso" uwagi e hakama ma indossarli con rispetto e calma, stando attenti che il tutto sia perfetto e impeccabile; ricordiamoci che stiamo entrando nella TRADIZIONE (anche se so che a volte la fretta di cambiarsi....).
Ripassare mentalmente quello che si è fatto la precedente lezione in modo da nn dovere tutte le volte riiniziare dall'inizio.
Tenere ben presente poi che se anche ci si allena in una palestra, virtualmente si entra sempre in un dojo, in un luogo dove si studia la Via e che c'è un reigi da rispettare, ci sono regole di comportamento all'interno dell'area di pratica dalle quali nn si prescinde.
Poi si accede, in silenzio il più posssibile, con la mente aperta, recettiva, carichi di KI; il Rei all'area di pratica, ci si dispone in riga per il Mokuso (tentando di vuotare la propria mente dal superfuo, immergendosi nel Budo), i vari Rei che devono essere fatti con rispetto e fierezza.
Soltanto ora inizia la lezione propriamente detta, tanti step sono stati compiuti, se rispettate tutte queste linee guida, la lezione assumerà un 'altro senso, un'altra utilità...solo in questo modo, a mio avviso, si inizia a fare Budo.
Questo è solo l'approccio iniziale ovviamente,l'unico modo per fare le cose seriamente, ma come dicevo, partendo bene la strada non potrà che essere in discesa.
venerdì 10 ottobre 2008
L'Ultimo Samurai

Qualche Week end or sono ho frequentato un seminario di Aiki jutsu con il mio vecchio Sensei; tra le varie chiacchiere di fine lezione siamo finiti col parlare (come sempre succede tra noi) di personaggi Budo e di un nome in particolare secondo me degno di nota: Takeda Sokaku; dopo istantanea ricerca in rete, questo è quello che ho trovato.
Takeda Sokaku, nacque il 10 ottobre 1859 nel palazzo dei Takeda in Aizu, e seguí gli insegnamenti paterni di kenjutsu, bojutsu e soprattutto daito-ryu, mentre studiava anche ono-ha itto-ryu al dojo Yokikan con Shibuya Toda. All'interno della famiglia Takeda, si tramandava infatti da secoli una arte marziale riservata ai componenti del clan, che si dice sia stata fondata dal principe Teijun nel IX secolo e poi trasmessa via via alle famiglie Tsunamoto e poi Minamoto, famiglia da cui per cui provenirono per secoli gli shogun, detentori del potere temporale in Giappone. A partire dal XII secolo il principe Saburo Yoshimitsu Minamoto avrebbe chiamato la scuola daito-ryu od anche aikijutsu. Attraverso i Takeda, ramo cadetto dei Minamoto, l’arte si era trasmessa fino a quei tempi, conosciuta in epoca tarda anche come Aiki In Yo Ho, metodo Yin e Yang dell’Aiki.
Dal 1873 sotto la guida di Sasakibara Kenkichi Takeda Sokaku oltre ad immergersi nello studio del Jikishinkage-ryu, incontrò molti dei piú grandi maestri di spada dell’epoca, membri del Kobusho (la scuola ufficiale di arti marziali dello shogunato Tokugawa). Padroneggió un gran numero di tecniche e di armi inclusi spada (ken), bastone (bo), bastone corto (hankyu), pugnali da lancio (shuriken) e lancia (yari) in stile Hozoin-ryu.
Intraprese poi il suo musha-shugyo, pellegrinaggio teso al miglioramento dell'arte attraverso il confronto e lo scontro con altre scuole ed altri maestri, visitando ogni dojo, mettendo alla prova e perfezionando le sue conoscenze marziali dovunque si recasse. Seguendo anche in questo il cammino di famiglia, bisogna infatti sapere che suo padre Soyoshi era sacerdote presso un tempio, approfondí il suo retroterra spirituale attraverso costanti visite dedicate alla preghiera, alla devozione e alle pratiche ascetiche in santuari come l'Udomyojin in Kyushu, il Monte Futara in Nikko ed il Monte Haguro nella provincia di Dewa. Nel frattempo le sue conoscenze di spada erano divenute ineguagliate e veniva temuto come "il piccolo Tengu di Aizu" (i tengu sono dei demoni dal lungo naso, rinomati anche per le loro abilità nell’arte marziale).
Fu attraverso Chikamasa Saigo Tanomo, ex Consigliere Capo del dominio di Aizu, poi divenuto prete shinto col nome di Hoshina Chikanori, che apprese l’oshikii uchi. Sokaku ricevette l’insegnamento nelle arti dello oshiki uchi da Chikanori durante il suo apprendistato come sacerdote, che non ebbe peró seguito, e ritornó piú volte da allora a far visita al suo mentore. Sotto la guida di Chikanori si dice che abbia manifestamente perfezionato miracolose capacità di comprensione dell’altrui mente e dei pensieri, e che abbia afferrato ogni aspetto profondo dello oshiki uchi.
Sembra sia stato Chikanori, al termine di un turbolento periodo della vita di Takeda Sokaku, a dargli l’ordine di deporre la spada e tornare allo studio del daito-ryu, cosa che avvenne nel 1889, all’età di 40 anni, sotto la guida di Tozaemon Takeda, monaco presso il tempio di Reizan.
Il 12 maggio del 1898 Chikanori presentó a Takeda un singolare poema, trascrivendolo nel registro delle iscrizioni di Sokaku. Una interpretazione delle parole di Chikanori è che stia paragonando il flusso di un fiume al flusso del tempo. Con l’inizio del periodo Meiji aveva avuto temine infatti l’età della spada, e qualunque fosse stato il grado di conoscenza di un uomo d'arme, egli non avrebbe piú potuto lasciare alcun segno né raggiungere alcuna meta. Di conseguenza, era il momento di cercare e costruire la propria via attraverso il jujutsu. Nel 1899 ricevette l’autorizzazione all’insegnamento, e poco tempo dopo decise di adottare ufficialmente l’antico nome di daito-ryu.
Da questo momento, Sokaku identificó sé stesso come un praticante sia di Daito-ryu aiki jujutsu che di Ono-ha Itto-ryu e viaggió attraverso il Giappone insegnando ambedue le arti per essere riconosciuto come il rianimatore (chuko-no-so) del Daito-ryu. Uno dei suoi allievi, Jitsuhide Zaibu, divenne capo della polizia dell’isola di Hokkaido, ed invitò il maestro a recarvisi per insegnare alle forze dell’ordine.
In Hokkaido risedeva in quel tempo anche Ueshiba Morihei, che aveva aderito al piano governativo di colonizzazione dell’arida e gelida isola del nord. Ueshiba aveva iniziato sembra la pratica delle arti marziali, perlomeno ufficialmente dopo le prime esperienze casuali, all’età di 15 anni nel 1898, seguendo gli insegnamenti di Tenshin Shinyo Ryu da Tokusaburo Tojawa e poi a partire dal 1902 di Yagyu Shinkage Ryu da Masakatsu Nakai. Le notizie del periodo successivo, relativo alla sua permanenza nell’esercito ed al suo temporano trasferimento a Tokyo, sono incerte.
Fu dunque in Hokkaido, nella città di Kitami o forse a Shirataki, che si incontrarono per la prima volta Takeda Sokaku e Ueshiba Morihei. Viene riportato un primo incontro risalente al 1911, ma dai registri della scuola Daito-Ryu in possesso di Tokimune Takeda sisulta che Ueshiba ne divenne ufficialmente discepolo solo nel 1915, all’età di 32 anni. In seguito Ueshiba ospitó spesso Tokaku nella sua casa di Shirataki per riceverne l’insegnamento. Era infatti costume di Takeda di non avere un dojo fisso, ma di tenere un insegnamento itinerante recandosi qua e là per corsi intensivi che duravano normalmente 10 giorni. Quando alcuni anni dopo Ueshiba decise di abbandonare l’isola, lasció la sua casa a Takeda, che continuó per molti anni a vivere in Hokkaido. Ueshiba Morihei ottenne nel 1922 l’autorizzazione all’insegnamento del daito-ryu, avendo ancora occasionali incontri con Takeda Sokaku negli anni a seguire.
In pieno novecento il Maestro Takeda era l'unico ad essere autorizzato a circolare liberamente con le spade nell'obi (vestiva rigorosamente in maniera tradizionale!).
Takeda Sokaku (come ci si aspetterebbe, "cinematograficamente" ragionando) non era grande e grosso (era alto non piú di 150 centimetri) ma i suoi occhi erano perforanti e le sue tecniche erano di un livello quasi sovrannaturale. Si dice che fosse capace di indovinare passato, presente e futuro di una persona ancora prima di conoscerla. Tra i suoi studenti piú conosciuti, oltre Ueshiba Morihei, vi furono Saigo Tsugumichi, il maestro di spada dello Hokushin Itto-Ryu Shimoe Idetaro; Minoru Mochizuki,padre dello Yoseikan, suo "assaggiatore" personale ed almeno altre trentamila persone: la firma con sigillo di ognuno di essi appare nel registro di iscrizione, ancora conservato ai nostri giorni. Il suo era un insegnamento di elite, riservato alle forze dell’ordine e ad alte personalità, e come detto non ha mai avuto un dojo fisso.
Takeda Sokaku si spense il 25 aprile del 1943, all’età di 83 anni, mentre era in viaggio per insegnare nella prefettura di Aomori.
Penso che sia doveroso per ognuno di noi, anche se il post non è precisamente riguardante il Kendo o lo Iaido, conoscere un minimo di storia riguardante queste grandi personalità, questi maestri senza i quali non saremmo ancora qui a tramandare la Tradizione.
P.S.
La foto che ho allegato fa bella mostra di se, insieme ad altri maestri guida per me, nel mio studio.
Grande Ki!!
venerdì 19 settembre 2008
Benvenuto

Ieri ha debuttato il nuovo anno accademico e per il terzo anno siamo presenti a Copparo nel tentativo di tramandare la tradizione del ken e del Budo, prima che il tutto cada nell'oblio coperto da tonnellate di calcetto, fit box e beach tennis.
Quest'anno abbiamo avuto il felice e graditissimo ritorno di due samurai che dopo un'anno sabbatico hanno deciso di ributtarsi a capifitto nello studio del Do.
Poi anche presenze nuove; non so dire la mia gioia nel trovarmi di fronte persone nel numero maggiore di quello che basta per un buon "trionfo"; contentissimo!!!!
Le premesse ci sono tutte per le quali quest'anno sarà l'anno della svolta; grandi risultati ci attendono.
Io continuerò a studiare per garantire sempre un insegnamento migliore e completo (per quella visione a 360 gradi di cui ho già parlato in passato).
Anche nel dojo di Ferrara abbiamo avuto una notevole ventata di novità che Goldoni Sensei sta già provvedendo ad "infarinare" con le prime nozioni; grazie alla grande passione e serietà e con il supporto di tutti sono sicuro si raggiungeranno grandi risultati!
P.S
Nel riquadro il grande Musashi in duello con Tsukahara Bokuden.
Grande Ki!!
lunedì 8 settembre 2008
Di esibizione,rete, chiacchiera e altro...

Domenica scorsa si è così svolta regolarmente la nostra esibizione in piscina a Copparo; devo dire diessere soddisfatto del risultato; innanzitutto ringraziare molto il M°Goldoni e i ragazzi di Ferrara...e Copparo, che si sono prestati in un pomeriggio a dir poco afoso ad indossare il bogu e tirare qualche men sotto un sole quasi sahariano..grazie!!
Gli spettatori non erano tantissimi ma le domende a fine esibizione sono arrivate puntuali come sempre; tanti bambini...quando promuoverlo anche a livello infantile!!!!!!!
Tutto ciò mi fa ben sperare per questo nuovo avventuroso anno accademico che ci si appresta ad iniziare con tanta carica e motivazione!!!
Seguendo il consiglio del nobile Kavuriani Sama mi sono iscritto su Face book, giochino molto carino per chi vuole stare al passo coi tempi e ha un pò di tempo da impiegare nello scambio telematico di impressioni, commenti e tante c.......
All'inizio non nego il mio scetticismo poi, appena presa la dovuta confidenza, ho trovato la cosa interessante e a volte...utile (ho avuto modo di trovarci vecchi amici persi da tempo!!).
In mezzo a tutta questa "rututulia" di profili, informazioni e tanto altro mi sono indirizzato verso gruppi discutenti argomenti Budo ovviamente.
Ovviamente essendo "world wide" ho trovato tante cose interessanti....ma quanta gente che "si parla addosso"!!
E' una cosa che noto anche tra di noi (intendo a livello di stages e di ambiente marziale); tante, troppo disquisizioni su: "...il nome del tal samurai, quella spada taglierebbe più di questa, il tuo gi è più bello del mio ecc ecc ecc!!!...".
Spesso si perde un pò di vista a mio avviso il senso del Budo, che è quello della pratica; assidua, costante ed impegnata; senza tralasciare ovviamente la componente spirituale filosofica che fanno insieme corpo unico.
Io sono sempre ststo abituato (e lo devo avere già scritto, perdonate la demenza senile che avanza in me!!!) a sudare sul tatami, ad arrivare quasi al limite fisico e psichico....solo in seguito teorizzavo sulla pratica appena svolta.
Solo soffrendo fisicamente nel Jutsu ci si può "elevare" a seguire il Do.
Ci vediamo in dojo per una sempre migliore tecnica e spirito!!
Grande Ki!!!!!
Fa
mercoledì 27 agosto 2008
che sia kendo o iaido... poco importa

che sia kendo o iaido... poco importa, l'importante è praticare con spirito budo! Ovvio che "noi" abbiamo scelto "la via della spada giapponese" che si sintetizza con kendo e iaido ed eventuali scuole antiche ... "jutsu" comunque voglio semplicemente dire che son felice che fra poco si riprenderanno le lezioni che sia a Ferrara, a Copparo e forse anche a Rovigo il dojo è "CENTRO STUDI KENDO E IAIDO MYAMOTO MUSASHI di FERRARA" che desidero sottolineare; in altre parole il ns. dojo da un po' di tempo sta creando, grazie al Maestro e a Vil che si è preso in carico "la scuola di COpparo" molte opportunità per praticare queste arti pertanto l'imminente anno accademico si preannuncia molto interessante!
Per i praticanti "cibernauti" informo che su http://www.facebook.com/ , nel quale mi sono iscritto, ci sono gruppi di arti marziali (kendo, iaido ecc..) e può risultar simpatico condividere impressioni, ideee ecc... con persone di tutto il mondo.
Allego foto del mitico Toshiro, non solo un grande attore, ma anche "a great swordsman"!
a presto
mr. F
domenica 24 agosto 2008
RIPRESA LEZIONI

Sono molto contento ed onorato di riprendere anche quest'anno le lezioni al palazzetto dello sport.
L'inizio ufficiale è fissato per giovedì 18 settembre ore 20.00.
Il giorno e l'orario rimane invariato rispetto agli anni scorsi, quindi il giovedì (per ora un giorno solo, se le adesioni saranno consistenti volentieri passerò a due) dalle ore 20.00 alle 21.00.
A parte nuove iscrizioni che spero arrivino "copiose", resta sottinteso che anche da Ferrara aspetto visite da parte di chi vuole ripassare un pò di fondamentali e fare una lezione in più come gli anni passati.
E' confermata l'esibizione in piscina fissata per il 31 c.m., ci vediamo direttamente la alle 16.00; l'inizio dovrebbe essere verso le 16.30/17.00.
A presto e
Grande Ki!!!!
venerdì 15 agosto 2008
Toc Toc
C'è qualcuno???
Siamo tutti sdraiati al sole nei più disparati luoghi di villeggiatura o qualcuno vuole ancora ostinatamente sentirsi budoka anche nei mesi estivi?????
Voglio comunicarvi che domenica 31 agosto ad ora da definire (ma comunque nel pomeriggio) in piscina a Copparo si terrà il "Fitness day", ci hanno cortesemente invitato ad esibirci e ovviamente ho accettato.
Ho già sentito molti di voi che hanno aderito prontamente...e di questo vi sono grato; sarà un'ulteriore vetrina per la nostra disciplina così ancora purtroppo sconosciuta.
Spero molto che nn abbiate lasciato gli shinai e gli iaito a prender polvere in un angolo; quest'anno si preannuncia molto interessante, pieno di esami e di novità.....insomma, ci sarà da sudare!!
A presto
Yoi Bakansu o
Fabio
Siamo tutti sdraiati al sole nei più disparati luoghi di villeggiatura o qualcuno vuole ancora ostinatamente sentirsi budoka anche nei mesi estivi?????
Voglio comunicarvi che domenica 31 agosto ad ora da definire (ma comunque nel pomeriggio) in piscina a Copparo si terrà il "Fitness day", ci hanno cortesemente invitato ad esibirci e ovviamente ho accettato.
Ho già sentito molti di voi che hanno aderito prontamente...e di questo vi sono grato; sarà un'ulteriore vetrina per la nostra disciplina così ancora purtroppo sconosciuta.
Spero molto che nn abbiate lasciato gli shinai e gli iaito a prender polvere in un angolo; quest'anno si preannuncia molto interessante, pieno di esami e di novità.....insomma, ci sarà da sudare!!
A presto
Yoi Bakansu o
Fabio
mercoledì 18 giugno 2008
Fine anno
Parafrasando una frase di un vecchio cantautore emiliano....un'altro giorno è andato...potrei dire:...un'altro anno è andato, si è concluso un' altro ciclo di allenamenti e devo dire di essere molto soddisfatto.
L'affluenza anche quest'anno non è stata quantitativamente di grande rilevanza, cosa che non si può dire riguardo alla qualità.
Devo ringraziare innanzitutto il M° Giuliano "Nani" Goldoni senza il cui aiuto non sarei mai riuscito a coronare uno dei miei sogni; insegnare!!!! Grazie Vecchio!!!!
Poi come dimenticare il grande Pietro che con costante e assiduo impegno mi ha fatto capire quanto siano importanti i miei consigli e la mia perseveranza (grande iniezione di autostima quando ci si trova da soli a lezione, Nani, ne sai qualche cosa vero???).
Spero che anche il giovane Enrico possa innamorarsi del Budo come abbiamo fatto tutti noi e che (con sudore e fatica) entri a pieno titolo negli "assidui del kendo".
Un ringraziamento particolare al Nidan Kendo e iaido Silvia "Tomoe" Pollato senza il cui sostegno non sarei mai arrivato al raggiungimento di certi personali obbiettivi.
E ovviamente a tutti i ragazzi e ragazze di Ferrara che mi hanno voluto onorare della loro presenza in maniera quasi costante il che denota una loro volontà di voler crescere e una fiducia nel mio metodo di insegnamento (vedi discorso autostima di cui sopra), il che mi da fiducia nel continuare secondo questa linea!
Beh, penso di non aver tralasciato nessuno, ci si appresta a passare un'estate si spera serena e tranquilla; ovviamente come ogni anno l'appuntamento è per la tradizionale cena estiva dal Nani ma magari (e lo spero), ci si vedrà prima per un allenamento da qualche parte.
Spero proprio di poter vedere il prossimo anno facce nuove, per poter, insieme a quelle già consolidate, proseguire nello studio della Via.
Con umiltà....Grazie!!!
A presto
Grande Ki!!!
L'affluenza anche quest'anno non è stata quantitativamente di grande rilevanza, cosa che non si può dire riguardo alla qualità.
Devo ringraziare innanzitutto il M° Giuliano "Nani" Goldoni senza il cui aiuto non sarei mai riuscito a coronare uno dei miei sogni; insegnare!!!! Grazie Vecchio!!!!
Poi come dimenticare il grande Pietro che con costante e assiduo impegno mi ha fatto capire quanto siano importanti i miei consigli e la mia perseveranza (grande iniezione di autostima quando ci si trova da soli a lezione, Nani, ne sai qualche cosa vero???).
Spero che anche il giovane Enrico possa innamorarsi del Budo come abbiamo fatto tutti noi e che (con sudore e fatica) entri a pieno titolo negli "assidui del kendo".
Un ringraziamento particolare al Nidan Kendo e iaido Silvia "Tomoe" Pollato senza il cui sostegno non sarei mai arrivato al raggiungimento di certi personali obbiettivi.
E ovviamente a tutti i ragazzi e ragazze di Ferrara che mi hanno voluto onorare della loro presenza in maniera quasi costante il che denota una loro volontà di voler crescere e una fiducia nel mio metodo di insegnamento (vedi discorso autostima di cui sopra), il che mi da fiducia nel continuare secondo questa linea!
Beh, penso di non aver tralasciato nessuno, ci si appresta a passare un'estate si spera serena e tranquilla; ovviamente come ogni anno l'appuntamento è per la tradizionale cena estiva dal Nani ma magari (e lo spero), ci si vedrà prima per un allenamento da qualche parte.
Spero proprio di poter vedere il prossimo anno facce nuove, per poter, insieme a quelle già consolidate, proseguire nello studio della Via.
Con umiltà....Grazie!!!
A presto
Grande Ki!!!
venerdì 23 maggio 2008
Bamboo Blade

http://www.youtube.com/watch?v=bM_n3PyE0mg
Ma se iniziassero a mandarlo su MTV secondo voi non sarebbe un'ottimo servizio per il Kendo?
Secondo me i Dojo si riempirebbero di ragazzini/e.
Ho già provveduto a scrivere alla redazione, segnalando questo interessante "cartone", chissà che qualche Kami non ci assista!!
Aspettiamo col fiato sospeso....
P.S.
Sono molto soddisfatto di come stanno crescendo le ragazze, sarà che visionano spesso questo "Bamboo Blade"?
Ciao a tutti
A presto
martedì 20 maggio 2008
Fighting Spirit 2

Sono ancora ad annoiare con questo discorso, perdonatemi ma non riesco a non pensare come poter aiutare.
Quello che secondo me manca quasi totalmente è la convinzione di quello che si sta facendo, la determinazione e quella che io amo definire: "Concezione Budo".
Il termine ha un significato pittosto vario e vasto; in questa occasione lo vorrei usare nella accezzione di "Passione", per usare un termine occidentale; cioè gioia nel praticare, divertimento.
Alcuni dei più "puristi" potranno storcere il naso leggendo quella parola, il Kendo è fatica, lungo lavoro, tutte cose che hanno poco a che vedere col divertimento invece no, si può lavorare intensamente rilassandosi e divertendosi.
La domanda che ognuno di noi secondo me si deve, arrivato ad un certo punto della pratica fare è:"..cosa cerco dal Budo, cosa voglio trovare?..", se vi soffermate e vi ponete questo quesito secondo me ci metterete un pò a rispondervi; bene, quando la risposta sarà immediata, allora tutto sarà più chiaro e anche l'atteggiamento da adottare durante un keiko verrà quasi da se.
Bene, non voglio spaventare nessuno ne insegnare come bisogna porsi nei confronti della Arti marziali, solo riportare la mia personalissima quanto magari discutile esperienza.
All'inizio capivo pochissimo ma sentivo che quella era mia strada, che il Budo mi avrebbe accompagnato "per sempre"....oddio che parolone!!!
Così tra alti e bassi sono arrivato fino ad ora in cui non dico di avere CAPITO, ma soltanto di stare percorrendo la strada giusta, il DO.
Concludo questo sconclusionato post di panegirici pseudo filosofici dicendo di amare il Budo, di permettere che ci entri dentro piano piano (quanti "fuochi di paglia" si sono visti vero??); prima o poi tutto diventerà più chiaro e il gioco, il passatempo, lo sport lascerà il posto alla ricerca interiore, alla tecnica sopraffina.
Ci vediamo in Dojo
Grande ki!!!
venerdì 16 maggio 2008
Fighting Spirit
Rispondo subito all'interessante post lanciato da Gughe.
Innanzitutto bisogna chiarirci sul concetto di "Vittoria" in un combattimento.
Per quanto riguarda il Kendo, non essendo una disciplina atta alla difesa personale ne viviamo nel medioevo giapponese, quindi possiamo stare tranquilli che il fine ultimo della buona esecuzione della tecnica non e il "portare a casa la pelle"...tiriamo un sospiro di sollievo!
Detto questo posso descrivere la mia personale idea di "Spirito da combattimento"; ben inteso, è molto diffilcile dare consigli essendo un argomento molto personale e soggettivo.
All'inizio anche io avevo molto timore degli avversari che era palese fossero più esperti di me, ero timoroso, rigido. molto.....ehm....."pensante".
Poi con l'allenamento, allenamento e...allenamento, la mia idea di vittoria nel combattimento è cambiata; non volevo solo più colpire a tutti i costi il mio compagno di pratica senza farmi colpire, la mia mente pian piano si stava focalizzando sul MIO KENDO.
Un buon inizio a mio avviso è iniziare a noon avere più paura di venire colpiti; accettare che se il nostro avversario è più esperto ci colpirà per forza e non saranno i nostri sconclusionati tentativi con strane parate, chivate ecc e "salvarci".
Dopo avere accettato questa idea, iniziare a lavorare sulla nostra posizione, sul CENTRO; fisico e mentale, iniziare a respirare nel giusto modo; tutte cose che sono state già dette tante volte ma che so essere di difficile esecuzione pratica.
E poi ci risiamo, vuotare la mente, concentrarsi SOLO su quello che si sta facendo, cercare di farlo nel migliore dei modi, non abbattersi per centinaia di colpi tirati male, fuori bersaglio , fuori tempo; è tutto normale!!
Cercare di non pensare a chi ci sta innanzi come a quello che ci massacrerà di li a poco (atteggiamento negativo, passivo ,"indietro"), piuttosto ad un bel test per sondare i nostri progressi!!
E poi grinta!!!!!!
Tanta grinta, attenzione in tutto, partendo dalle basi!
Spero di essere stato un pò utile, magari riprenderò l'argomento che merita essere approfondito.
Grande Ki!
Innanzitutto bisogna chiarirci sul concetto di "Vittoria" in un combattimento.
Per quanto riguarda il Kendo, non essendo una disciplina atta alla difesa personale ne viviamo nel medioevo giapponese, quindi possiamo stare tranquilli che il fine ultimo della buona esecuzione della tecnica non e il "portare a casa la pelle"...tiriamo un sospiro di sollievo!
Detto questo posso descrivere la mia personale idea di "Spirito da combattimento"; ben inteso, è molto diffilcile dare consigli essendo un argomento molto personale e soggettivo.
All'inizio anche io avevo molto timore degli avversari che era palese fossero più esperti di me, ero timoroso, rigido. molto.....ehm....."pensante".
Poi con l'allenamento, allenamento e...allenamento, la mia idea di vittoria nel combattimento è cambiata; non volevo solo più colpire a tutti i costi il mio compagno di pratica senza farmi colpire, la mia mente pian piano si stava focalizzando sul MIO KENDO.
Un buon inizio a mio avviso è iniziare a noon avere più paura di venire colpiti; accettare che se il nostro avversario è più esperto ci colpirà per forza e non saranno i nostri sconclusionati tentativi con strane parate, chivate ecc e "salvarci".
Dopo avere accettato questa idea, iniziare a lavorare sulla nostra posizione, sul CENTRO; fisico e mentale, iniziare a respirare nel giusto modo; tutte cose che sono state già dette tante volte ma che so essere di difficile esecuzione pratica.
E poi ci risiamo, vuotare la mente, concentrarsi SOLO su quello che si sta facendo, cercare di farlo nel migliore dei modi, non abbattersi per centinaia di colpi tirati male, fuori bersaglio , fuori tempo; è tutto normale!!
Cercare di non pensare a chi ci sta innanzi come a quello che ci massacrerà di li a poco (atteggiamento negativo, passivo ,"indietro"), piuttosto ad un bel test per sondare i nostri progressi!!
E poi grinta!!!!!!
Tanta grinta, attenzione in tutto, partendo dalle basi!
Spero di essere stato un pò utile, magari riprenderò l'argomento che merita essere approfondito.
Grande Ki!
mercoledì 14 maggio 2008
Fighting Spirit

Ciao a tutti,
stavo riflettendo su un tema che mi piacerebbe condividere con voi: lo spirito giusto da adottare nel combattimento.
Mi ha fatto riflettere su questo tema una frase che ho sentito da un maestro che diceva che il livello massimo raggiungibile da un samurai durante un combattimento è quando questi continua a vivere senza nemmeno estrarre la spada.
Questo non significa che il samurai fugge al combattimento pur di sopravvivere, ma basta la sua presenza, il suo sguardo, il suo portamento, per incutere paura e per far capire agli altri il suo valore (e far capire quindi che è meglio stargli alla larga), senza nemmeno estrarre la spada.
Naturalmente rapportato al kendo questo non può esistere perché il combattimento deve per forza esserci, altrimenti non sarebbe kendo(!!), però mi ha fatto riflettere sul comportamento e sullo spirito che si deve adottare durante un jigeiko o uno shai.
Personalmente provo a seguire i consigli che mi sono stati dati, specie quando la persona con cui mi confronto è palesemente più brava di me! Cerco di presentarmi in sonkio in maniera molto fiera, pensando tra me e me che posso battere il mio avversario e che non è nulla di speciale (naturalmente non posso scrivere esattamente il mio pensiero di quel momento, perché sarebbe molto più scurrile..). Fin qua tutto bene direi, peccato però che nel frangente dal sonkio al kamae, i miei pensieri si affollano in maniera spaventosa!! E tutta la mia fierezza, il coraggio che cerco di trovare in ogni angolo del mio essere, spariscono in un soffio!!! E torno a pensare “oddio cosa mi farà?e io cosa faccio? Adesso provo questa tecnica..ecc ecc ecc ecc ecc”
“No mente” diceva qualcuno? Vabbè per me è ancora lontano questo concetto…ma non voglio tornare su un tema che è già stato trattato in precedenza.
Quello che vorrei sapere da voi praticanti e l’atteggiamento mentale che adottate prima e durante e perché no, anche dopo, un combattimento. Avete consigli da dare affinché si possa raggiungere un livello mentale più grintoso e che anche l’avversario possa avvertirlo?
Capisco che sia difficilissimo dare un consiglio, perché ognuno è fatto a modo suo e ognuno ha la sua testa, però almeno capire cosa provate voi e il vostro pensiero, forse mi aiuterebbe a migliorare anche questo aspetto della mia pratica.
Attendo commenti da TUTTI mi raccomando!! Mi farebbe davvero piacere…
Grazie e buona pratica!
stavo riflettendo su un tema che mi piacerebbe condividere con voi: lo spirito giusto da adottare nel combattimento.
Mi ha fatto riflettere su questo tema una frase che ho sentito da un maestro che diceva che il livello massimo raggiungibile da un samurai durante un combattimento è quando questi continua a vivere senza nemmeno estrarre la spada.
Questo non significa che il samurai fugge al combattimento pur di sopravvivere, ma basta la sua presenza, il suo sguardo, il suo portamento, per incutere paura e per far capire agli altri il suo valore (e far capire quindi che è meglio stargli alla larga), senza nemmeno estrarre la spada.
Naturalmente rapportato al kendo questo non può esistere perché il combattimento deve per forza esserci, altrimenti non sarebbe kendo(!!), però mi ha fatto riflettere sul comportamento e sullo spirito che si deve adottare durante un jigeiko o uno shai.
Personalmente provo a seguire i consigli che mi sono stati dati, specie quando la persona con cui mi confronto è palesemente più brava di me! Cerco di presentarmi in sonkio in maniera molto fiera, pensando tra me e me che posso battere il mio avversario e che non è nulla di speciale (naturalmente non posso scrivere esattamente il mio pensiero di quel momento, perché sarebbe molto più scurrile..). Fin qua tutto bene direi, peccato però che nel frangente dal sonkio al kamae, i miei pensieri si affollano in maniera spaventosa!! E tutta la mia fierezza, il coraggio che cerco di trovare in ogni angolo del mio essere, spariscono in un soffio!!! E torno a pensare “oddio cosa mi farà?e io cosa faccio? Adesso provo questa tecnica..ecc ecc ecc ecc ecc”
“No mente” diceva qualcuno? Vabbè per me è ancora lontano questo concetto…ma non voglio tornare su un tema che è già stato trattato in precedenza.
Quello che vorrei sapere da voi praticanti e l’atteggiamento mentale che adottate prima e durante e perché no, anche dopo, un combattimento. Avete consigli da dare affinché si possa raggiungere un livello mentale più grintoso e che anche l’avversario possa avvertirlo?
Capisco che sia difficilissimo dare un consiglio, perché ognuno è fatto a modo suo e ognuno ha la sua testa, però almeno capire cosa provate voi e il vostro pensiero, forse mi aiuterebbe a migliorare anche questo aspetto della mia pratica.
Attendo commenti da TUTTI mi raccomando!! Mi farebbe davvero piacere…
Grazie e buona pratica!
lunedì 5 maggio 2008
Kendo in sud Tirol
Ciao a tutti!
Voglio aprire questo nuovo post facendo i miei più sentiti complimenti ai ragazzi che a Casteggio hanno superato positivamente l'esame; bravi!!!!!!
Chi non ce l'ha fatta, sarà per la prossima; chi non è riuscito (per impegni familiari o altro), vero Pietro??? ad andare, ci sarà quanto prima l'occasione per dimostrare il proprio valore!!
L'importante è non farsi abbattere da momentanee "sconfitte", tutto ciò deve essere anzi di stimolo a lavorare di più per colmare quelle lacune che magari hanno contribuito al non positivo esito dell'esame....si, vabbè, ma quanto fa inc......tornare a casa con le pive nel sacco!!!!
Lo so, lo so; no problem, allenandosi bene si passa qualsiasi esame.
Uno di questi neo promossi e nella fattispecie neo dan, è tale Peter da Bolzano (grande PP!!), che ci ha invitato ad una lezione in quel del Trentino.
Ieri era una meravigliosa giornata e sfido chiunque dei parteciapnti a non aver pensato almeno un attimo: "..ma se fossi andato al mare!!..", a parte gli scherzi l'incontro è avvenuto con puntualità tipica del posto dove eravamo.
A parte noi cinque (Nani, Silvia, Francone, Valerio ed io) era presente una nutrita rappresentanza del kendo veronese, cinque ragazzi austriaci e una decina di padroni di casa.
Con altrettanta puntualità è partito il Taiso da me condotto di fronte ad almeno una trentina di persone; vi confesso che la sensazione è bellissima!!!
Poi la parola è passata a Nani che, in qualità di conduttore della lezione, ha dapprima voluto sondare il livello dei ragazzi intervenuti.
Quindi men, kote, do, combinazioni; tutte nel vuoto e con bogu completo addosso; il sudore è sceso copioso fin dalle prime battute.
La presenza di una telecamera della Rai (Peter è sempre molto attivo sotto il profilo pubblicitario..mitico!!) ha fatto si che il ritmo si mantenesse sempre su alti livelli.
Si è poi passati alle tecniche fondamentali (Kiri Gaeshi ecc..) e il caldo aumentava; ad un certo punto ho pensato di diminuire il ritmo, di quel passo nn avrei di certo retto le due ore che avevo davanti; poi, come d'incanto, la stanchezza è passata lasciando il posto alla concentrazione e alla scioltezza; non so se anche per gli altri è stato così anche se lo suppongo, dato che la lezione è scivolata via benissimo, in perfetta armonia ed energia, ottimamente diretta dal Nani ferrarese.
I ragazzi austriaci li ho visti molto tecnici, belli e veloci, onesti e sorridenti.
I trentini molto migliorati, anche grazie agli sforzi di Peter con allenamenti in trasferta; i veronesi come al solito disponibili e ostici; si vedeva che dietro ai sorrisi c'era la voglia di piazzare un bel men, bene!!!!!!!!!
Dopo aver sudato per circa due ore e mezza finalmente è stato il momento della doccia e il pranzo.
Ottima birra (ma c'era da dubitarne?), cibo buonissimo e abbondante!!
Grandi chiacchiere Kendoistiche e non, con la promessa di rivederci presto nei rispettivi Dojo o in giro per stage.
Un'ottima giornata, dura ma ricca d'energia, tutto questo grazie alla disponibilità di Nani, dei ragazzi e col supporto sempre attento di Peter, grazie a tutti!!!!
Grande Ki!!
Voglio aprire questo nuovo post facendo i miei più sentiti complimenti ai ragazzi che a Casteggio hanno superato positivamente l'esame; bravi!!!!!!
Chi non ce l'ha fatta, sarà per la prossima; chi non è riuscito (per impegni familiari o altro), vero Pietro??? ad andare, ci sarà quanto prima l'occasione per dimostrare il proprio valore!!
L'importante è non farsi abbattere da momentanee "sconfitte", tutto ciò deve essere anzi di stimolo a lavorare di più per colmare quelle lacune che magari hanno contribuito al non positivo esito dell'esame....si, vabbè, ma quanto fa inc......tornare a casa con le pive nel sacco!!!!
Lo so, lo so; no problem, allenandosi bene si passa qualsiasi esame.
Uno di questi neo promossi e nella fattispecie neo dan, è tale Peter da Bolzano (grande PP!!), che ci ha invitato ad una lezione in quel del Trentino.
Ieri era una meravigliosa giornata e sfido chiunque dei parteciapnti a non aver pensato almeno un attimo: "..ma se fossi andato al mare!!..", a parte gli scherzi l'incontro è avvenuto con puntualità tipica del posto dove eravamo.
A parte noi cinque (Nani, Silvia, Francone, Valerio ed io) era presente una nutrita rappresentanza del kendo veronese, cinque ragazzi austriaci e una decina di padroni di casa.
Con altrettanta puntualità è partito il Taiso da me condotto di fronte ad almeno una trentina di persone; vi confesso che la sensazione è bellissima!!!
Poi la parola è passata a Nani che, in qualità di conduttore della lezione, ha dapprima voluto sondare il livello dei ragazzi intervenuti.
Quindi men, kote, do, combinazioni; tutte nel vuoto e con bogu completo addosso; il sudore è sceso copioso fin dalle prime battute.
La presenza di una telecamera della Rai (Peter è sempre molto attivo sotto il profilo pubblicitario..mitico!!) ha fatto si che il ritmo si mantenesse sempre su alti livelli.
Si è poi passati alle tecniche fondamentali (Kiri Gaeshi ecc..) e il caldo aumentava; ad un certo punto ho pensato di diminuire il ritmo, di quel passo nn avrei di certo retto le due ore che avevo davanti; poi, come d'incanto, la stanchezza è passata lasciando il posto alla concentrazione e alla scioltezza; non so se anche per gli altri è stato così anche se lo suppongo, dato che la lezione è scivolata via benissimo, in perfetta armonia ed energia, ottimamente diretta dal Nani ferrarese.
I ragazzi austriaci li ho visti molto tecnici, belli e veloci, onesti e sorridenti.
I trentini molto migliorati, anche grazie agli sforzi di Peter con allenamenti in trasferta; i veronesi come al solito disponibili e ostici; si vedeva che dietro ai sorrisi c'era la voglia di piazzare un bel men, bene!!!!!!!!!
Dopo aver sudato per circa due ore e mezza finalmente è stato il momento della doccia e il pranzo.
Ottima birra (ma c'era da dubitarne?), cibo buonissimo e abbondante!!
Grandi chiacchiere Kendoistiche e non, con la promessa di rivederci presto nei rispettivi Dojo o in giro per stage.
Un'ottima giornata, dura ma ricca d'energia, tutto questo grazie alla disponibilità di Nani, dei ragazzi e col supporto sempre attento di Peter, grazie a tutti!!!!
Grande Ki!!
martedì 22 aprile 2008
Lezioni

Mi riempie di vera gioia vedere che, a parte i regolarmente iscritti al corso copparese (i quali stanno procedendo veramente bene e che quanto prima faranno il loro "debutto in società", partecipando ad un allenamento con gli amici bolognesi), il giovedì si sta popolando di presenze "ferraresi", soprattutto, per non dire esclusivamente ragazze; dove sono i "maschietti"????
Come ripeto la cosa mi fa enorme piacere, confermando l'idea che ho da sempre, secondo la quale è dalle basi che si costruisce il buon budoka, dai "sempre soliti movimenti" che si sviluppa l'automatismo e la bellezza del gesto, per non parlare dell'efficacia ovviamente!
Probabilmente, ed è un discorso forse già vecchio, soprattutto nel kendo si "usa armaturizzare" troppo presto i principianti, forse per la paura che si stanchino a ripetere sempre gli stessi gesti nel vuoto, che non si divertano abbastanza; niente secondo me di più sbagliato.
Il passaggio dal colpire nel vuoto, al peso di un bogu e colpire l'avversario è già "traumatico" per un allievo che ha studiato i fondamentali alla perfezione, figurarsi per uno che pratica, magari anche saltuariamente, da poco tempo.
Il fatto che alcuni ragazzi vogliano ripassare un pò di "andature", di colpi singoli, puliti, lenti e studiati, prima di passare ad imparare strane e incomprensibili (per loro) controtecniche o concetti strani (seme, tame, go no sen ecc) mi conferma che quello che penso non è sbagliato.
Tutto ciò mi da ulteriore stimolo per continuare a studiare e a credere che la divulgazione del budo (con tutti i personali limiti) sia nelle mie corde.
Grazie a tutti!!!
Grande ki!
giovedì 3 aprile 2008
Lo Iai....questo sconosciuto...

Colgo l'occasione, visto l'interessante e sempre attento commento del nostro Mr. F per dire due parole sullo Iaido.
Ragazzi, non mi entra dentro neanche a morire...magari prima o poi farò seppuku dato il disonore!
Come fare?
Cosa fare?
Con che fare?
Mah, praticando Budo già da qualche tempo e avendo "visto un pò di tutto", so cosa reputo interessante e degno del mio tempo e cosa no; lo Iai della ZNKR è uno di questi; il mio problema è che mi annoia......oddio cosa ho detto; qualche Kami si occuperà di me mettendomi alle costole un demone (che si aggiungerà ai tanti che sto provando a sconfiggere!!); a parte gli scherzi, ha ragione Franco San quando dice che comprendendo i Seitei, sempre gli stessi 12, si arriva a praticare poi meglio le varie Ko ryu.
Anche Detlef, sempre interessante nelle sue spiegazioni, dopo il kangeiko mi chiese se mi piaceva lo Iaido; alla mia risposta affermativa mi disse se volevo iniziare a praticarlo (avevo appena passato il primo Dan!)...ma si vede così tanto che non ci sto dentro??
In seguito mi parlò molto della sua visione di questa disciplina, di come bisogna praticare nel medesimo modo i seitei come, ad esempio, la Musoshinden; tutte parole interessanti e più o meno ad effetto, risultato: ancora non ho trovato la mia Via per lo Iai.
Pratico Kendo, sono tornato alla mia vecchia culla dell'Aiki Jutsu,kenjutsu, Kobudo, qualche cosa di Karate; studio e mi impegno al massimo e non vi nego che mi avvilisce un pò non riuscire a fare mia un' Arte così affascinante!!
Nemico immaginario, sconfiggere me stesso, non emettere kensei, forma perfetta....ragazzi sono ancora forse un pò indietro.
Mi piacerebbe che qualcuno mi dicesse come poter fare, mi facesse vedere le cose sotto un'altro aspetto.
Ragazzi, aspetto suggerimenti; come vedete voi questo discorso? Come è il vostro personale rapporto con lo Iaido?
E commentate!!!!!!!!!!!!!!!
Aspetto suggerimenti!
Grande Ki!
mercoledì 2 aprile 2008
iaido ... lo stage a Ferrara, mie impressioni
ebbene rieccomi qui, con a fianco la ns. Tomoe, vorrei dire alcune cose sullo iaido e sullo stage tenutosi a Ferrara nel mese di marzo scorso.
Ho praticato poco, solo una mezza giornata, e dalle foto fatte da un mio amico ho visto quanto devo ancora infinitamente migliorare. Non ero al top della forma, ma un sacco di errori dovuti, credo alla poca concentrazione mi impongono di continuare a praticare con molta più attenzione.
Personalmente trovo lo iaido, molto difficile, non che le altre arti marziali siano facili, ma la postura, i caricamenti, i tagli ed il "nemico immaginario" necessitano di una concentrazione che spesso fatico ad avere, per quanto senta di aver migliorato in questi anni di pratica; sempre a mio avviso trovo più facile, e badate meno non dico di esser migliore, il kendo dove la presenza di un'avversario"vero" impone una "obbligata" attenzione e concentrazione per poter meglio praticare nel senso che è veramente un attimo ricevere un men o un kote se non si è li con testa. 
E' indubbio che aiuta, il fatto di esser ripresi o fotografati proprio per vedere gli errori e correggersi (un appello a chi possiede telecamerine: portatele che ci riprendiamo!) e l'ultima volta in dojo ho praticato pensando a correggere gli errori inesorabilmente immortalati dalla camera! Caricare spingendo in alto, non solo indietro; più tenouchi (questo è uno dei miei mille punti deboli!) per bloccare la spada e soprattutto mantenre il busto eretto! Avanti con la pancia!!!!!!!
Mi rendo conto che ho bisogno di tempo, ma il tempo non manca, ho bisogno di "liberare la mente" quando ho il mio avversario immaginario di fronte a me.
I seitei possono alla lunga posson sembrar noiosi, sempre gli stessi, ossessivi, ma credo che compresi quelli poi ci si possa avvicinare a qualsiasi vecchia scuola senza alcuna difficoltà particolare; perciò la mia convinzione è che lo iaido della ZNKR insegni proprio come usare una spada giapponese!
Altrimenti, come dice il mio sempai, si fan solo dei gran "scimittoni"!
A presto, un saluto a tutti.
mr. F
sabato 29 marzo 2008
la nostra TOMOE!
venerdì 28 marzo 2008
christian martial arts ????????
oh cari ragazzi, ne ho trovata una proprio bella!!!!
le arti marziali cristiane!???!!!!!!!
non so che dire! mi sembra un po' surreale oppure non c'è limite a nulla! (passatemi questa affermazione)
ebbene girando nel web sono andato a sbattere proprio lì!
yeshua-do, così si chiama questa disciplina (yeshua significa Gesù) un misto di iai, aikido ecc... visitate il sito di questi strani personaggi, canadesi, a www.yeshua-do.com poi ditemi qualcosa! un mescolone di citazioni da Ueshiba a Sant'Agostino, lo sto guardando ora e stento a capirci qualcosa...
mah!
a presto!
mr.F
le arti marziali cristiane!???!!!!!!!
non so che dire! mi sembra un po' surreale oppure non c'è limite a nulla! (passatemi questa affermazione)
ebbene girando nel web sono andato a sbattere proprio lì!
yeshua-do, così si chiama questa disciplina (yeshua significa Gesù) un misto di iai, aikido ecc... visitate il sito di questi strani personaggi, canadesi, a www.yeshua-do.com poi ditemi qualcosa! un mescolone di citazioni da Ueshiba a Sant'Agostino, lo sto guardando ora e stento a capirci qualcosa...
mah!
a presto!
mr.F
sabato 22 marzo 2008
Di Yoseikan e altro...


Domenica scorsa io e Silvia siamo partiti alla volta di Verona per andare a vedere uno stage di Yoseikan Budo, il tutto per farmi autografare un vecchio libro che comprai tipo trent'anni fa.
Dopo diversi anni era presente in Italia il fondatore di questo innovativo metodo: Hiroo Mochizuki; proprio colui che scrisse il famoso libro in mio possesso.
Dopo non poche difficoltà siamo giunti alla palestra; appena entrati mi sono ritrovato a casa....un sano odore (puzza?!?) di keikogi sudati e di tatami.
Il Maestro nel suo italiano mooolto stentato stava spiegando alcune tecniche di aikido ai partecipanti, tutti ragazzi molto giovani, che più o meno attentamente lo guardavano e cercavano di ripetere le movenze.
A me non sembrava vero; quel mitico Maestro visto in foto tante volte nel mio giurassico libro era li davanti a me; i capelli ovviamente brizzolati ma l'espressione sempre la stessa....fiera e rilassata!
Dopo la parte a mani nude sono passati alla pratica con quella che loro definiscono "spada"; un bastone di gomma piuma col quale si davano botte da orbi un pò dovunque.
Ultima parte è stata dedicata agli atemi; indossati i guantoni hanno studiato un pugno molto "Full contact"; ed è proprio li che la scioltezza e la dinamicità del Maestro è venuta fuori al meglio!
Settantun'anni!!!! Una mobilità che farebbe impallidire un quarantenne, una freschezza veramente invidiabile.
Per quello che riguarda la disciplina durante la lezione e la forma (ad esempio nel Rei) lasciava un pochino a desiderare; gli allievi parlavano spesso e il Rei è stato proprio solo un pro forma...assolutamente NO BUONO.
Ma siamo sicuri che sia giusto divinizzare e idolatrare i Maestri (mi viene da pensare ad alcuni giappo che frequentano i nostri Dojo)????????
Ora se ne potrebbe discutere x settimane quanto e se sia giusto "mixare" così diverse gloriose e nobili Discipline Marziali; quello che però io ho visto è un uomo veramente completo, aperto a 360 gradi a assolutamnete attuale!!
Superfluo dirvi che molto contento e soddisfatto me ne sono tornato a casa col mio libro firmato.
La biografia di questo "Omino Samurai" è tranquillamente visionabile in rete quindi non mi dilungherò, allego una foto nella quale è ritratto con O Sensei Ueshiba, col quale ha studiato fino ad ottenere l'ottavo Dan di Aikido.
Spero di avervi incuriosito parlandovi non di Kendo o Iaido ma comunque sempre di Budo; come già dicevo bisogna tenere la mente aperta, pronta e affilata!!!
Ci vediamo in Dojo!
Grande Ki!!!!
F.
mercoledì 12 marzo 2008
Soluzione
Ebbene, nessuno tranne Mr f. si è avventurato nel dare risposta circa i grandi maestri.
Era molto difficile, lo riconosco.
Ecco i loro nomi:
- Funakoshi Sensei, il fondatore del Karate Shotokan.
- Sugino Sensei, caposcuola Katori Shinto Ryu.
- Mochizuki Sensei, forse l'ultimo vero Samurai, fondatore del metodo Yoseikan.
- Oyama Sensei, fondatore del Karate Kyokushinkai.
- Ueshiba Sensei, fondatore dell'Aikido.
Non mi dilungo nell'elencare i Dan o le varie riconoscenze ricevute da ognuno di essi, lascio a voi la curiosità dello scoprirlo curiosando in rete.
Comunque ognuno di essi è stato un precursore dei tempi, uno scopritore!
Per me sono tra i più rappresentativi ed importanti Maestri dell'ultimo secolo (da notare che non ho nominato ne il Kendo ne lo Iaido; anche se ognuno di loro aveva una base di entrambe le discipline...forse è meglio praticarle a livello complementare ad altro?).
Spero di avere suscitato un pò di curiosità; magari lanciando una qualche discussione da trattare qui.
Grande Ki!!!!
F.
Era molto difficile, lo riconosco.
Ecco i loro nomi:
- Funakoshi Sensei, il fondatore del Karate Shotokan.
- Sugino Sensei, caposcuola Katori Shinto Ryu.
- Mochizuki Sensei, forse l'ultimo vero Samurai, fondatore del metodo Yoseikan.
- Oyama Sensei, fondatore del Karate Kyokushinkai.
- Ueshiba Sensei, fondatore dell'Aikido.
Non mi dilungo nell'elencare i Dan o le varie riconoscenze ricevute da ognuno di essi, lascio a voi la curiosità dello scoprirlo curiosando in rete.
Comunque ognuno di essi è stato un precursore dei tempi, uno scopritore!
Per me sono tra i più rappresentativi ed importanti Maestri dell'ultimo secolo (da notare che non ho nominato ne il Kendo ne lo Iaido; anche se ognuno di loro aveva una base di entrambe le discipline...forse è meglio praticarle a livello complementare ad altro?).
Spero di avere suscitato un pò di curiosità; magari lanciando una qualche discussione da trattare qui.
Grande Ki!!!!
F.
domenica 9 marzo 2008
samurai

bene, bene! vedo con piacere che i compagni (più anziani soprattutto d'età) hanno subito riconosciuto il personaggio.
Si tratta di Itto Ogami e il figlio Daigoro, noti anche come Il lupo solitario ed il suo cucciolo oppure Lone wolf and cub, per dirla in inglese, o Kozure Okami per dirla in giapponese.
Questo personaggio nasce negli anni '70 in giappone, come fumetto/manga, dalla matita di Goseki Kojima e dalla incredibile fantasia di Kazuo Koike che ne ha scritto le storie, poi ripreso in serial televisivi, in Italia trasmessi negli anni '80 con il nome "samurai"; ebbene non voglio disquisire su aspetti di codici rispettati o meno di bushi o altro, ma vorrei semplicemente stimolare chi non lo conosce a cercare di vederlo (ricordo che sta finendo la ristampa degli albi da parte di planet manga perciò si può ancora intercettare).
La storia di questo personaggio, come premessa, è un classico dell'avventura, ovvero, causa tradimento Itto Ogami perde il suo ruolo, molto elevato, di boia dello Shogun e anzichè fare seppuku, con l'unico sopravvissuto della sua famiglia, il figlio Daigoro inizia a vagare per il Giappone dell'era Edo come Ronin e come killer a pagamento tramando la sua giusta vendetta. La cosa bella, e quì va la mia lode all'inventore del personaggio, è che seppur essendo un assassino (personaggio perciò negativo) riesce ad esser sempre positivo, perchè non abbandona i principi del bushido (coraggio, lealtà, compassione ecc...) e inevitabilmente si schiera sempre dalla parte del "bene". Gli episodi scritti, che superano il centinaio abbondantemente, riescono sempre a meravigliarti con lo scorrere delle trame, cosa non facile quando il numero è così elevato, inoltre c'è una descrizione accuratissima della società dell'epoca, dei principi del bushi e non di meno di quanto questi si fondono con il buddismo, insomma, personalmente lo trovo molto, permettetemi di dire, "acculturante" e preciso.
Cari amici spero di avervi stimolato nel desiderio di cercarlo e scoprirlo per poi, se vi va, riprendere a parlarne.
A presto.
mr. f
giovedì 6 marzo 2008
budo... e avventura!
venerdì 29 febbraio 2008
Indovinate chi sono?
martedì 26 febbraio 2008
Taiso e la sua importanza

Vorrei porre l'attenzione sull'importanza del taiso nella pratica Budo.
Una cosa che ho notato da quando pratico Kendo e Iaido è la quasi totale assenza del taiso durante le lezioni.
In questi anni, a dire il vero non tanti ma abbastanza per essermi fatto un'idea, ho girato e visto numerosi Dojo o presunti tali, partecipato a diversi stage e un'unico elemento si è presentato costantemente: l'assenza quasi totale del Taiso all'inizio della lezione.
Ora io nn so come facciano in Giappone, visto che a loro ci si riferisce sempre, ma secondo me sono due le fasi totalmente, o quasi, assenti e che invece dovrebbero avere il giusto spazio: la Respirazione e il Taiso.
Per quanto riguarda il primo elemento mi sono riproposto di parlarne in altro post; qui è del Taiso che voglio parlare e sentire la vostra opinione.
Sono d'accordo che per la pratica dello Iai non sia necessaria una preparazione fisica da decatleta ma è altresì importante scaldare bene le articolazioni interessate; discorso diverso è quello del Kendo, disciplina fortemente fisica, perfino agonistica.
In genere si considera la ginnastica iniziale un "di più", alcuni gesti, SEMPRE QUELLI, da ripetere senza senso, tanto da perdere cinque minuti per poi passare alle "cose serie"....men, kote, tecniche ecc!!!!
Sbagliatissimo secondo il mio punto di vista; il corpo va riscaldato, tonificato, mobilizzato, allungato..."respirato".
In altre discipline che ho avuto la fortuna di praticare a volte per lungo tempo, il taiso è considerato parte integrante della lezione....e come si "sputa sangue" sul tatami ragazzi, credetemi.
Il fiato va aumentato e allenato con esercizi specifici, nn solo con lunghi estenuanti Kiri Gaeshi; solo un corpo ben allenato poi nn incapperà in infortuni vari che spesso si vedono nei vari dojo (gomiti, tendiniti, ginocchia ecc).
Lo so che nn ci è richiesto nelle nostre discipline di eseguire Tobi Geri (calci volanti) o altre tecniche particolarmente spettacolari ma per me è oltremodo importante raggiungere un allenamento fisico (indivisibile da quello mentale!!) lo stesso andando a correre, nuotare, fare allungamento , un pò di pesi ecc.
So che spesso nn si ha il tempo x dedicare un pò della giornata alla cultura fisica (e nn mi fraintendete, nn sono un fissato del body building, chi mi conosce lo sa!!!!!), ma almeno sarebbe necessario dare a tutto ciò il giusto spazio nei nostri Dojo.
Insomma, "in giro" vedo un pò troppo:"... IL KENDO E BASTA, IL RESTO E' M....", nn mi piace!!!
Chissà, sono stato troppo polemico?
Beh, è quello che penso.
Aspetto commenti!!!!!
Grande KI!!!!!!
F.
giovedì 21 febbraio 2008
ora ci sono!
bene! dopo gli stimoli avuti ieri sera in dojo ed essermi riguardato le istruzioni riescoa pubblicare un post! che fatica!... ma ora ci sono, questa è una prova presto arrivo con news serie!
p.s. ho cercato di caricare un'immagine con esito negativo, ma riproverò!
saluti a tutti!
p.s. ho cercato di caricare un'immagine con esito negativo, ma riproverò!
saluti a tutti!
mercoledì 20 febbraio 2008
Iaido
Ecco come intendo lo Iai; ovviamente Ko Ryu.
Gustatevi il tutto!
F.
http://www.youtube.com/watch?v=K8XdF47m_ek
Gustatevi il tutto!
F.
http://www.youtube.com/watch?v=K8XdF47m_ek
Benvenuto
Caro Vinciuz, ho letto con estremo piacere il tuo intervento sul mio post dell'altro giorno; quindi ti do ufficialmente il benvenuto nel nostro piccolo gruppo di "Budo discussori".
Qualsiasi tuo commento sarà ben gradito!!
Ho visionato i divertenti filmati sul vostro blog; eccezzionali.
Per tornare al discorso prettamente Budo, hai ragione: chi pratica entrambe le nostre discipline di spada ha senz'altro quel quid in più rispetto a chi fa solo kendo; i motivi sono già stati ampiamente illustrati in altre sedi e nn mi dilungherò (postura, decisione, visione globale ecc).
Senz'altro vi verremo a trovare a Bologna uno di questi giorni.....e comunque se vi capita di fare una scappata a Ferrara ogni tanto vi promettiamo di trattarvi bene e non "picchiarvi" troppo (scherzo!!).
Vi aspettiamo!
A presto
Grande Ki!!!!
F.
Qualsiasi tuo commento sarà ben gradito!!
Ho visionato i divertenti filmati sul vostro blog; eccezzionali.
Per tornare al discorso prettamente Budo, hai ragione: chi pratica entrambe le nostre discipline di spada ha senz'altro quel quid in più rispetto a chi fa solo kendo; i motivi sono già stati ampiamente illustrati in altre sedi e nn mi dilungherò (postura, decisione, visione globale ecc).
Senz'altro vi verremo a trovare a Bologna uno di questi giorni.....e comunque se vi capita di fare una scappata a Ferrara ogni tanto vi promettiamo di trattarvi bene e non "picchiarvi" troppo (scherzo!!).
Vi aspettiamo!
A presto
Grande Ki!!!!
F.
venerdì 15 febbraio 2008
Riflessione 1
Ciao a tutti, è un pò che non scrivo, volevo solo fare qualche considerazione inerente le ultime lezioni che ho tenuto.
Come già vi dicevo a voce, il messaggio che vorrei passasse per ora non è tanto quello di diventari "bravi" e tecnici nel giro di breve, piuttosto quello di trasmettervi un metodo, una concezione attraverso la quale intendere e capire il Budo.
Secondo me tutto viò è alla base e dovrebbe fare parte di ogni praticante; dal principiante fino all' "esperto".
La respirazione, alla base di ogni pratica;il giusto comportamento all'interno del Dojo, la serietà e la concentrazione durante la lezione...tutto ciò non è solo bel corollario o parole e concetti "giappo" teorici e lontani; NO!! Sono l'inizio del cammino, la partenza per riuscire a capire meglio anche la pratica!
Nel mio vecchio Dojo si dedicava tanto tempo allo studio delle varie respirazioni; delle posizioni, dei "fondamentali"....non praticavamo il Kendo, ma tutto ciò mi ha formato una "Concezione Budo" che tanto mi è utile nella vita di tutti i giorni.
Un bella tecnica, un men esplosivo, quello che non si è pensato ma è partito da solo, quello pulito che arriva a segno non capita per caso; alle spalle c'è uno studio lungo e impegnativo che non è solo pratica tecnica (men, kote, do, tsuki.....riduttivo...).
Ultimamente avrete notato che punto un pò meno sulla cruda tecnica per dedicare maggior tempo allo studio della postura, della concezione sopattutto mentale, dell'approccio "vincente" che è alla base del Budo.
Per me è fondamentale, spero abbiate la pazienza di seguirmi, chiedere e correggermi se mai sbaglierò; con tanta umiltà, stringendo i denti; perchè come diceva il mio vecchio Sensei "sul tatami bisogna sputar sangue"; la strada sarà lunga, è inutile per me promettere traguardi facili e vicini....balle!!
Beh, penso di aver annoiato abbastanza.
A presto!!
Grande Ki!!!!!!!!
F.
Come già vi dicevo a voce, il messaggio che vorrei passasse per ora non è tanto quello di diventari "bravi" e tecnici nel giro di breve, piuttosto quello di trasmettervi un metodo, una concezione attraverso la quale intendere e capire il Budo.
Secondo me tutto viò è alla base e dovrebbe fare parte di ogni praticante; dal principiante fino all' "esperto".
La respirazione, alla base di ogni pratica;il giusto comportamento all'interno del Dojo, la serietà e la concentrazione durante la lezione...tutto ciò non è solo bel corollario o parole e concetti "giappo" teorici e lontani; NO!! Sono l'inizio del cammino, la partenza per riuscire a capire meglio anche la pratica!
Nel mio vecchio Dojo si dedicava tanto tempo allo studio delle varie respirazioni; delle posizioni, dei "fondamentali"....non praticavamo il Kendo, ma tutto ciò mi ha formato una "Concezione Budo" che tanto mi è utile nella vita di tutti i giorni.
Un bella tecnica, un men esplosivo, quello che non si è pensato ma è partito da solo, quello pulito che arriva a segno non capita per caso; alle spalle c'è uno studio lungo e impegnativo che non è solo pratica tecnica (men, kote, do, tsuki.....riduttivo...).
Ultimamente avrete notato che punto un pò meno sulla cruda tecnica per dedicare maggior tempo allo studio della postura, della concezione sopattutto mentale, dell'approccio "vincente" che è alla base del Budo.
Per me è fondamentale, spero abbiate la pazienza di seguirmi, chiedere e correggermi se mai sbaglierò; con tanta umiltà, stringendo i denti; perchè come diceva il mio vecchio Sensei "sul tatami bisogna sputar sangue"; la strada sarà lunga, è inutile per me promettere traguardi facili e vicini....balle!!
Beh, penso di aver annoiato abbastanza.
A presto!!
Grande Ki!!!!!!!!
F.
giovedì 31 gennaio 2008
Allenamento

Ciao a tutti, ho ricevuto un invito da parte di Andrea Spinelli di Verona, il quale non perde occasione di segnalarmi le loro iniziative, a partecipare martedì prossimo 05/02 dalle ore 20.30 alle ore 22.15 circa ad un allenamento congiunto di tutti i dojo veneti presso la loro palestra a Vr per l'appunto; io penso proprio, a meno di contrattempi dell'ultima ora, di partecipare.
Oltre a rivedere amici e poter "tirare" con loro,è un'ottima occasione di crescita, vedere gente nuova ecc...
Mi farebbe molto piacere che qualcuno si aggregasse a me.....sappiatemi dire,dai che si va!!!!!!!!!!!
Buon pome!!
Ciao
Fabio
mercoledì 23 gennaio 2008
The last samurai

Dando un'occhiata al sito di Ferrara (che ho visto Luiss sta aggiornando, molto bene!!), sono capitato inavvertitamente sulle vecchie news e cosa ti trovo??
Una foto vintage, quasi d'altri tempi (mi sembra la vita scorsa!!!) in cui un vecchio samurai si riposa stanco e provato dopo tante battaglie; stanco di grida, di sangue, di sudore, di tensioni; semplicemente abbandonato su di un comodo giaciglio pensa al tempo glorioso, riposando prima di riprendere l'eterna battaglia!
Grande Franco, così mi piace pensarti, sempre pronto, uno di noi!
Ovviamente allego il reperto.
Grande Ki!!!!
martedì 22 gennaio 2008
Sull'importanza del Centro e altro..
Senza scendere in concetti troppo astrusi e lontani dalla nostra concezione, vorrei solo esporre alcuni concetti secondo me importanti circa l’importanza del Centro nel Budo in genere, nella fattispece nel Kendo.
Il Centro inteso si come concetto fisico del prenderlo con la punta della spada (kensen) ma anche, e qui vorrei porre l’accento, come condizione mentale dalla quale nn si può prescindere se si vuole praticare un buon Budo; come calma interiore, come tranquillità e serenità (ecco ripresentarsi il “no mente”).
Questo Centro si può trovare ovunque e in ogni cosa: nel cosmo, nella natura, in tutte le forme di vita e ovviamente nell’uomo.
Secondo il pensiero e la filosofia orientale, il Centro dell’uomo trova la sua espressione fisica nel basso addome, il concetto di Hara o/e Tanden; le “famose” cinque dita sotto l’ombelico.
Hara si può tradurre con “ventre”; nella visione orientale quest’area è il centro della vita e della morte (quindi direi di una certa importanza!).
La dottrina del buddismo considera la centralizzazione sul basso ventre una tecnica particolare che può aiutare l’uomo a scoprire se stesso attraverso la meditazione.
Non voglio dilungarmi oltre in concetti nei quali anche io mi sono solo affacciato; ci si può spingere fino ad addentrarsi in discorsi di tipo mistico ed esoterico (nella cultura orientale questa netta divisione tra il reale e l’esoterico quasi non esiste!).
Quindi Centro visto come un tutt’uno, come un gesto fisico nel cercare di tenere la propria punta esattamente lungo la linea mediana ma anche, e secondo me più importante e senza il quale non si raggiunge neanche il livello fisico, inteso come centralità di spirito, centro morale, calma interiore; quel famoso “no mente” del quale si era parlato.
All’inizio so che tutti questi concetti possono sembrare affascinanti ma assolutamente di difficile praticità (non ci riesco, ma come si fa??), non bisogna spaventarsi ne mollare o perdersi d’animo, con la pratica e il tempo tutto diviene un po’ più chiaro e ci si avvicina passo dopo passo, ogni giorno di più a quella che io amo chiamare “concezione budo”; che non è solo essere o diventare veloci kendoka ( ne esistono che magari non sanno niente di questi concetti ma si allenano solo sul piano fisico), piuttosto certo diventare bravi, veloci, puliti ma con quella grande “marcia in più” derivata dalla serenità e altruismo al quale la pratica “spirituale” porta.
Quindi un consiglio, continuate a praticare con assiduità senza porvi troppe domande; capisco, ogni tanto in dojo nn c’è quell’energia che dovrebbe invece esserci, la gente è scarica e svogliata, andate avanti lo stesso , lavorate bene su voi stessi; è molto meglio pensare a “vuotare la propria tazza” piuttosto che alla giusta posizione dei piedi; purtroppo un grande lavoro di questo tipo da noi nn si fa; troppo poco tempo? Scarsa voglia? Non lo so, iniziamo a lavorare su noi stessi, io dal canto mio farò il possibile perché la mia esperienza (quel poco che ho) venga messa a vostra disposizione con umiltà e chiedete, se avete dubbi non esitate a chiedere.
Grande Ki!!!
Il Centro inteso si come concetto fisico del prenderlo con la punta della spada (kensen) ma anche, e qui vorrei porre l’accento, come condizione mentale dalla quale nn si può prescindere se si vuole praticare un buon Budo; come calma interiore, come tranquillità e serenità (ecco ripresentarsi il “no mente”).
Questo Centro si può trovare ovunque e in ogni cosa: nel cosmo, nella natura, in tutte le forme di vita e ovviamente nell’uomo.
Secondo il pensiero e la filosofia orientale, il Centro dell’uomo trova la sua espressione fisica nel basso addome, il concetto di Hara o/e Tanden; le “famose” cinque dita sotto l’ombelico.
Hara si può tradurre con “ventre”; nella visione orientale quest’area è il centro della vita e della morte (quindi direi di una certa importanza!).
La dottrina del buddismo considera la centralizzazione sul basso ventre una tecnica particolare che può aiutare l’uomo a scoprire se stesso attraverso la meditazione.
Non voglio dilungarmi oltre in concetti nei quali anche io mi sono solo affacciato; ci si può spingere fino ad addentrarsi in discorsi di tipo mistico ed esoterico (nella cultura orientale questa netta divisione tra il reale e l’esoterico quasi non esiste!).
Quindi Centro visto come un tutt’uno, come un gesto fisico nel cercare di tenere la propria punta esattamente lungo la linea mediana ma anche, e secondo me più importante e senza il quale non si raggiunge neanche il livello fisico, inteso come centralità di spirito, centro morale, calma interiore; quel famoso “no mente” del quale si era parlato.
All’inizio so che tutti questi concetti possono sembrare affascinanti ma assolutamente di difficile praticità (non ci riesco, ma come si fa??), non bisogna spaventarsi ne mollare o perdersi d’animo, con la pratica e il tempo tutto diviene un po’ più chiaro e ci si avvicina passo dopo passo, ogni giorno di più a quella che io amo chiamare “concezione budo”; che non è solo essere o diventare veloci kendoka ( ne esistono che magari non sanno niente di questi concetti ma si allenano solo sul piano fisico), piuttosto certo diventare bravi, veloci, puliti ma con quella grande “marcia in più” derivata dalla serenità e altruismo al quale la pratica “spirituale” porta.
Quindi un consiglio, continuate a praticare con assiduità senza porvi troppe domande; capisco, ogni tanto in dojo nn c’è quell’energia che dovrebbe invece esserci, la gente è scarica e svogliata, andate avanti lo stesso , lavorate bene su voi stessi; è molto meglio pensare a “vuotare la propria tazza” piuttosto che alla giusta posizione dei piedi; purtroppo un grande lavoro di questo tipo da noi nn si fa; troppo poco tempo? Scarsa voglia? Non lo so, iniziamo a lavorare su noi stessi, io dal canto mio farò il possibile perché la mia esperienza (quel poco che ho) venga messa a vostra disposizione con umiltà e chiedete, se avete dubbi non esitate a chiedere.
Grande Ki!!!
Sondaggio 2
Dopo il primo sondaggio che ha riscosso un discreto successo, vi voglio sottoporre qualche altra domanda:
prima di avvicinarvi al kendo, avete praticato un’altra arte marziale?
Se sì, rispetto all’arte praticata in precedenza, il kendo cosa ha in più o in meno secondo voi?
Se no, quale altra arte vi sarebbe piaciuto praticare?
Avete mai pensato di provare a praticare un’altra disciplina (senza naturalmente abbandonare il kendo)? Vi siete mai interessati (filmati, scritti ecc) ad un’altra corrente budo e vorreste approfondirla?
Io segnalo la scuola di Katori Shinto Ryu che l’anno scorso ho avuto il piacere di “sfiorare” tramite uno stage insieme allo zoccolo duro del Kendo Ferrara: dico “sfiorare” perché uno stage di 3 ore ti fa solo avere una vaga idea di quello che un’arte marziale può essere, e devo dire che mi ha affascinato. La Katori è una scuola antica che racchiude tutte le arti marziali giapponesi. La pratica che abbiamo fatto noi, consisteva nell’esecuzione di Kata con Bokken (con avversario stile kata di Kendo ma molto più dinamici ) e con Iaito (Kata).
A tal proposito, ne approfitto per chiedere a MrF, che si occupa di PR e di organizzazione eventi, di verificare se a breve ci può essere la possibilità di praticarlo ancora in qualche stage!
Attendo vostri commenti!
prima di avvicinarvi al kendo, avete praticato un’altra arte marziale?
Se sì, rispetto all’arte praticata in precedenza, il kendo cosa ha in più o in meno secondo voi?
Se no, quale altra arte vi sarebbe piaciuto praticare?
Avete mai pensato di provare a praticare un’altra disciplina (senza naturalmente abbandonare il kendo)? Vi siete mai interessati (filmati, scritti ecc) ad un’altra corrente budo e vorreste approfondirla?
Io segnalo la scuola di Katori Shinto Ryu che l’anno scorso ho avuto il piacere di “sfiorare” tramite uno stage insieme allo zoccolo duro del Kendo Ferrara: dico “sfiorare” perché uno stage di 3 ore ti fa solo avere una vaga idea di quello che un’arte marziale può essere, e devo dire che mi ha affascinato. La Katori è una scuola antica che racchiude tutte le arti marziali giapponesi. La pratica che abbiamo fatto noi, consisteva nell’esecuzione di Kata con Bokken (con avversario stile kata di Kendo ma molto più dinamici ) e con Iaito (Kata).
A tal proposito, ne approfitto per chiedere a MrF, che si occupa di PR e di organizzazione eventi, di verificare se a breve ci può essere la possibilità di praticarlo ancora in qualche stage!
Attendo vostri commenti!
sabato 19 gennaio 2008
Aisatsu

Avevo ricevuto la richiesta ormai diverso tempo fa, e mi dispiace del ritardo, da parte di qualcuno circa il sapere le varie formi di saluto adottate in dojo.
Ho completato un breve riassunto delle più usate (quelle in grassetto) e delle più basilari in una conversazione.
Il tutto è stato ricavato da fonti forse non proprio attendibili al massimo, quindi saranno probabilmente presenti errori di scrittura; scusate!
Ciao
Vil
giovedì 17 gennaio 2008
Daglie arrrrtraditore!!!
mercoledì 16 gennaio 2008
EROI

Ho visto con piacere che il mio post datato fine anno circa l'"argomento eroico" ha riscosso discreto successo, con commenti anche sul blog della Ceci (prima o poi lascerò anche io un mio commento..).
La mia accezzione di EROE voleva essere prettamente in chiave oriental-giapponese; niente a che vedere o poco con la nostra occidentale, EROE non inteso come persona eroica, come gesto erico; piuttosto come STILE EROICO.
Il mio interesse all'argomento non è casuale, il tutto è partito dopo avere letto un interessante libro del quel vi allego il link che mi ha aperto un mondo, a dire il vero di difficile assimilazione x noi non giapponesi, comunque molto bello ed interessante.
Comunque anche scambiarci le nostre opinioni circa questo argomento può essere stimolante; senza però ragazzi scendere in discorsi troppo filosofici che non saprei onestamente sostenere.
http://www.tilsafe.com/libit/010-LJO-CSK-p-LJO.html
Ci vediamo sul tatami.
Ciao!
giovedì 10 gennaio 2008
Feedback..
Sono molto onorato e contento del positivo feedback avuto in seguito alla mia ultima "provocazione".
Bene, spero non vi fermerete qui nello scambiarvi/ci opinioni e quant'altro!!
E ogni tanto....venite a Copparo!!!!!!
Un allenamento in più è sempre energia che si incamera, magari, con maggiore calma si carpisce un piccolo particolare che in altre occasioni ci era sfuggito o altro.
Sono oltremodo onorato di avere due nuovi allievi che passo dopo passo, compatibilmente col poco tempo passato in dojo, stanno crescendo con grande volontà e determinazione; ovviamente non dimentico il fedele Pietro, caposaldo e capostipite spero di una lunga lista di praticanti in quel di Copparo.
Pensateci, pensateci, pensateci spesso, non dico sempre ma spesso; a come stare in kamae, a come effettuare un giusto seme, a come essere più incisivi nel keiko....questo è a mio modo, e per esperienza personale, un ottimo metodo per crescere e diventare parte integrante del Budo.
Perchè di questo si tratta, il Budo non lo si vive 2/4/6 ore alla settimana, lo si vive sempre, in tutti i minuti, tutti i giorni; vedrete che applicando quest'ottica (difficile lo so!) non solo si diventa "bravi" Kendoka ma soprattutto ottime persone!
Non so, forse ho un pò divagato, forse ho detto cose ovvie...è soltanto una piccola parte di quello che sento!
Alla prossima!!
Bushido no tame ni, Banzai!!!!!
Bene, spero non vi fermerete qui nello scambiarvi/ci opinioni e quant'altro!!
E ogni tanto....venite a Copparo!!!!!!
Un allenamento in più è sempre energia che si incamera, magari, con maggiore calma si carpisce un piccolo particolare che in altre occasioni ci era sfuggito o altro.
Sono oltremodo onorato di avere due nuovi allievi che passo dopo passo, compatibilmente col poco tempo passato in dojo, stanno crescendo con grande volontà e determinazione; ovviamente non dimentico il fedele Pietro, caposaldo e capostipite spero di una lunga lista di praticanti in quel di Copparo.
Pensateci, pensateci, pensateci spesso, non dico sempre ma spesso; a come stare in kamae, a come effettuare un giusto seme, a come essere più incisivi nel keiko....questo è a mio modo, e per esperienza personale, un ottimo metodo per crescere e diventare parte integrante del Budo.
Perchè di questo si tratta, il Budo non lo si vive 2/4/6 ore alla settimana, lo si vive sempre, in tutti i minuti, tutti i giorni; vedrete che applicando quest'ottica (difficile lo so!) non solo si diventa "bravi" Kendoka ma soprattutto ottime persone!
Non so, forse ho un pò divagato, forse ho detto cose ovvie...è soltanto una piccola parte di quello che sento!
Alla prossima!!
Bushido no tame ni, Banzai!!!!!
martedì 8 gennaio 2008
Sondaggio
Ciao a tutti,
c'è sempre stata in me la curiosità di sapere quale è stato il fattore scatenante che attira verso la pratica del Budo e in modo particolare ovviamente verso il Kendo, così poco conosciuto.
Attrazione verso le discipline orientali? Interesse per gli antichi samurai?
Raccontatemi un pò che cosa attrae un'occidentale del ventunesimo secolo verso questa affascinante quanto "misteriosa" disciplina?
Inoltre come vedreste un allenamento tipo? Cosa cambiereste invece in quello che già fate?
Confrontarsi e scambiarsi opinioni secondo me è di primaria importanza affinchè la nostra Arte non si fissilizzi ma anzi sia sempre in evoluzione.
Quindi novelli Samurai dateci sotto e apritevi.
Grande Ki!!
c'è sempre stata in me la curiosità di sapere quale è stato il fattore scatenante che attira verso la pratica del Budo e in modo particolare ovviamente verso il Kendo, così poco conosciuto.
Attrazione verso le discipline orientali? Interesse per gli antichi samurai?
Raccontatemi un pò che cosa attrae un'occidentale del ventunesimo secolo verso questa affascinante quanto "misteriosa" disciplina?
Inoltre come vedreste un allenamento tipo? Cosa cambiereste invece in quello che già fate?
Confrontarsi e scambiarsi opinioni secondo me è di primaria importanza affinchè la nostra Arte non si fissilizzi ma anzi sia sempre in evoluzione.
Quindi novelli Samurai dateci sotto e apritevi.
Grande Ki!!
venerdì 4 gennaio 2008
ARTICOLI
Mi sembra interessante segnalarvi un paio di articoli apparsi nel sito federale inerenti, per quanto riguarda il primo, a come eseguire correttamente Hikimen (spiegazione a cura di Eiga Hideyuki), e il secondo contenente alcuni concetti molto istruttivi espressi da Sumi Sensei.
Buona lettura!!
www.kendo-cik.it/italiano/ki/doc_pdf/pdf_19/Kend_%20Jidai%20410.pdf
www.kendo-cik.it/italiano/ki/doc_pdf/pdf_13/Sumi%20ombelico.pdf
Buona lettura!!
www.kendo-cik.it/italiano/ki/doc_pdf/pdf_19/Kend_%20Jidai%20410.pdf
www.kendo-cik.it/italiano/ki/doc_pdf/pdf_13/Sumi%20ombelico.pdf
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