venerdì 15 febbraio 2008

Riflessione 1

Ciao a tutti, è un pò che non scrivo, volevo solo fare qualche considerazione inerente le ultime lezioni che ho tenuto.
Come già vi dicevo a voce, il messaggio che vorrei passasse per ora non è tanto quello di diventari "bravi" e tecnici nel giro di breve, piuttosto quello di trasmettervi un metodo, una concezione attraverso la quale intendere e capire il Budo.
Secondo me tutto viò è alla base e dovrebbe fare parte di ogni praticante; dal principiante fino all' "esperto".
La respirazione, alla base di ogni pratica;il giusto comportamento all'interno del Dojo, la serietà e la concentrazione durante la lezione...tutto ciò non è solo bel corollario o parole e concetti "giappo" teorici e lontani; NO!! Sono l'inizio del cammino, la partenza per riuscire a capire meglio anche la pratica!
Nel mio vecchio Dojo si dedicava tanto tempo allo studio delle varie respirazioni; delle posizioni, dei "fondamentali"....non praticavamo il Kendo, ma tutto ciò mi ha formato una "Concezione Budo" che tanto mi è utile nella vita di tutti i giorni.
Un bella tecnica, un men esplosivo, quello che non si è pensato ma è partito da solo, quello pulito che arriva a segno non capita per caso; alle spalle c'è uno studio lungo e impegnativo che non è solo pratica tecnica (men, kote, do, tsuki.....riduttivo...).
Ultimamente avrete notato che punto un pò meno sulla cruda tecnica per dedicare maggior tempo allo studio della postura, della concezione sopattutto mentale, dell'approccio "vincente" che è alla base del Budo.
Per me è fondamentale, spero abbiate la pazienza di seguirmi, chiedere e correggermi se mai sbaglierò; con tanta umiltà, stringendo i denti; perchè come diceva il mio vecchio Sensei "sul tatami bisogna sputar sangue"; la strada sarà lunga, è inutile per me promettere traguardi facili e vicini....balle!!
Beh, penso di aver annoiato abbastanza.

A presto!!

Grande Ki!!!!!!!!

F.

4 commenti:

gughe ha detto...

Quello che dici è correttissimo e per nulla annoiante...anzi...la strada per la conoscenza è infinita! Trovo che tutto quello che sembra essere da "contorno" ad una semplice tecnica, sia in realtà la BASE di tutto (atteggiamento fisico e mentale, spirito, e poi successivamente anche di tecnica)e deve essere una parte fondamentale dell'allenamento. sarebbe bello (se solo uno volesse) applicare questi insegnamenti anche fuori dal dojo ( a casa ad es.) anche se mi rendo conto (io per prima) che il tempo spesso manca..(così come la freschezza mentale). Purtroppo però non vorrei che questa parte più "spirituale e mentale" (permettetemelo) prendesse troppo il sopravvento nell'esecuzione dell'allenamento, ovvero, visto che il tempo della lezione è poco (a Copparo cosi come Ferrara) e visto che il calendario delle lezioni sta penalizzando notevolmente la pratica del Kendo, mi piacerebbe che ci fosse la giusta proporzione tra le cose. bisognerebbe cercare di dedicare una parte dell'allenamento alla preparazione a 360 gradi (fisica, mentale, respirazione ecc)e mantenere comunque una parte dedicata totalmente alla tecnica.
Purtroppo il kendo di oggi (lo vediamo agli stage o negli altri dojo) è molto più fisico e immediato. la strada che proponi tu sarà senz'altro più completa (e corretta), ma molto più lunga, e non vorrei che andasse a scapito della nostra preparazione rispetto ad altri. questo è il mio umile punto di vista...

Anonimo ha detto...

Un saluto a tutti.
Vorrei dire a Fabio che secondo me ha colto esattemente quello che in qualità di principiante vado cercando..è l'insieme dei fondamentali che forma alla base anche la sicurezza di ciò che armaturizzati si compie in seguito.
Il mio ultimo allenamento a Copparo, i cui primi 20 minuti sono stati dedicati al riscaldamento, ebbene non li ho vissuti come una sorta di "must" per poi passare all'apprendimento della tecnica...bensì come una sorta di anticamera "spirituale" alla pratica, per mezzo della concentrazione anche sulla respirazione...e quando questo non avviene la differenza la sento!
Ripeto, il mio è un punto di vista da principiante, che sicuramente non ha ancora apprezzato cosa un combattimento sa offrire di più...forse la difficoltà sta proprio nel saper coniugare i due aspetti, il troppo poco o scontato e il troppo o avanzato...E' per questo che, umilmente, auspico di potermi dedicare di più a entrambi gli approcci, la forma e la tecnica, frequentando (distrazioni quali bruciature ai polsi permettendo!?!?!?!) entrambi i doji.
Luiss

Anonimo ha detto...

i doji erano a venezia!...

anonimous samurai

Anonimo ha detto...

Mi presento, Vinciuz del Musokan kendo club e websensei del nostro sito.
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Signori che dire... mi trovo d'accordo con tutti voi! La pratica del kendo, come del resto anche lo iaido o il jodo, è certamente complessa, sopratutto per chi deve strutturarla e organizzarla. Penso comunque che a volte la risposta alle domande che ci poniamo sia proprio dentro quella stessa domanda ,dentro la nostra stessa esperienza.
Lo studio delle kata di sumi o delle kendo no kata sono, a esempio, complete in tutti gli aspetti: tecnica, respirazione, atteggiamento, comportamento, postura, studio dei tempi e delle distanze. Ma spesso si dimenticano o si fanno una settimana prima dell'esame. Vil ha ragione: bisognoa entrare nel kendo, certo, ma nella sua interezza e quindi giungiamo al Budo. Solo la tecnica non ti porta a nulla. Se poi si vuole solo fare Ippon alle gare, beh, allora del kendo non si è capito molto. Se invece si studia kendo come Vil ha espresso, allora quell'ippon della gara diventa semplicemente una parte del tutto, automatica, qualcosa di riflesso, perchè si è percorsa la Via nella sua interezza.
Correggetemi se sbaglio, ma penso sia assodato, per esempio, che c'è una differenza sostanziale tra chi fa Kendo e iaido e chi da solo kendo. Un esampio fra i tanti:D
In ogni caso questo punto di vista è chiaramente espresso negli scritti della ZNKR.
Ciao!!! Gambatte!!