martedì 8 gennaio 2008

Sondaggio

Ciao a tutti,
c'è sempre stata in me la curiosità di sapere quale è stato il fattore scatenante che attira verso la pratica del Budo e in modo particolare ovviamente verso il Kendo, così poco conosciuto.
Attrazione verso le discipline orientali? Interesse per gli antichi samurai?
Raccontatemi un pò che cosa attrae un'occidentale del ventunesimo secolo verso questa affascinante quanto "misteriosa" disciplina?
Inoltre come vedreste un allenamento tipo? Cosa cambiereste invece in quello che già fate?
Confrontarsi e scambiarsi opinioni secondo me è di primaria importanza affinchè la nostra Arte non si fissilizzi ma anzi sia sempre in evoluzione.
Quindi novelli Samurai dateci sotto e apritevi.

Grande Ki!!

5 commenti:

gughe ha detto...

Apro io le danze!!
Allora per quanto riguarda il mio avvicinamento al Kendo è nato tanto tempo fa (avrò avuto 10 anni) e sono rimasta illuminata da un vecchio film: vidi una scena da 15 secondi ambientata in un dojo dove alcuni praticanti eseguivano degli esercizi (rivedendola poco tempo fa, stavano facendo Kirigaeshi). Inutile dire che la cosa che più mi ha affascinato è stato “l’abito” e la spada.
Poi questa mia illuminazione è rimasta sopita a lungo perché partivo dal presupposto che “cose del genere” potevano esserci solo in grandi città…non certo a Ferrara.
Mi sono dedicata ad altri sport nel frattempo, in particolare il nuoto, ma dopo anni passati in piscina e con conseguenti problemi sul lavoro, mi ero decisamente stancata! In questo periodo di “smarrimento” sportivo (3 anni fa), durante un viaggio di lavoro, mi trovai in aeroporto a Parigi e da un monitor vidi un documentario (senza sonoro) sul kendo e da qui mi è tornata alla luce tutta l’attrazione e l’interesse per questa arte. Tornata a casa ho provato a fare una ricerca su internet e ho trovato la CIK, dove con grande sorpresa e felicità ho pure scoperto che anche a Ferrara esisteva un dojo!! Ho chiamato subito il maestro e la sera stessa mi sono presentata in palestra! Da li…la mia strada ha avuto inizio e il mio cammino prosegue alla scoperta continua di nuovi aspetti. Credo che sia questo uno degli aspetti più belli e importanti di questa arte…ti coinvolge sempre, non ti stanca mai perché non si ha mai finito di imparare!
Solo per dare un esempio, c’è l’aspetto di liberare la mente che non sono ancora riuscita a raggiungere, ma che mi piacerebbe tanto fare mio. Però credo di essere sulla strada buona, perché all’inizio tutta la mia attenzione era concentrata sull’avversario (ad es. tenere il centro, il bel kamae…cos’erano??) e sul fatto di non farmi colpire e colpire io. Adesso invece la mia attenzione è più concentrata su me stessa (cerco di sentire il colpo, la ricerca del seme, la bella posizione e pressare l’avversario, andando sempre in avanti). Probabilmente questo va a scapito della velocità di reazione…sono ancora troppo presa da mille pensieri!!! Però già questo credo mi abbia fatto fare un passo avanti rispetto alle prime volte che ho indossato il bogu! E come dicevo prima, bisogna che di altri passi ne faccia ancora!!

Per quanto riguarda gli allenamenti, mi piacerebbe fare allenamenti più dinamici (da togliere il respiro!) e più concentrati sulle tecniche (e un po’ che non se ne fa); magari una tecnica per sera non sarebbe male, o comunque ogni sera un tema diverso (seme, una tecnica, respirazione, atteggiamento, spirito nel combattimento ecc)
Forse più che tipo di allenamento mi piacerebbe che nel dojo a volte ci fosse più energia…so che è difficile e mi ci metto in mezzo pure io, perché ognuno di noi ha giornate pesanti e pensieri sulle spalle e venire alla sera in palestra e dare il massimo non sempre è facile! Magari cercare di farci forza tra di noi e infonderci grinta e carica non sarebbe male!!

Che ne dite?

Fenice* ha detto...

provo a darci sotto pure io!
ammetto che mi sono avvicinata al kendo in modo abbastanza inconsapevole, poichè quando ho scelto di presentarmi in dojo per la prima volta non avevo la benchè minima idea di cosa si facesse in questa disciplina. in tutta sincerità poi non avevo neppure provato ad informarmi prima, a me importava vedere e provare cosa fosse e basta! ero così determinata e convita di ciò che stavo facendo perchè l'unica cosa che mi pareva di aver capito era che in quest'arte il nemico fosse "vero" e l'intenzione fosse proprio quella di ucciderlo. io oggi sono ancora qua per questo motivo-pilastro: io devo uccidere il mio nemico. quando un pomeriggio iniziai a cercare su internet una palestra ferrarese nella quale si praticasse kendo(del quale conoscevo l'esistenza attraverso dei manga e qualche sentito dire), io stavo cercando di guarire dalla mia malattia e abbandonare finalmente la danza. così chiamai il maestro e mi presentai il lunedì seguente in dojo. da lì ho iniziato a percorre questa fatidica Via ricca di aspetti sempre nuovi e tutti fondametali. ciò che trovo veramente bello di questa disciplina è che penetra veramente affondo, si attacca alla ossa conivolge completamente, e soprattutto, non si smette mai di imparare!!
grazie a quest'arte sto iniziando a percepire un pò di più il mio corpo; credo sia questo ciò su cui sto cercando di concentrarmi maggiormente perchè concetti come seme, kikentai (si scriverà mai così?!), il protendere in avanti, la posizione delle braccia, il bel kamae sono per me ancora difficili da assumere.

quanto agli allenamenti, mi piacerebbe ogni tanto focalizzare un fondamentale alla volta anche senza bogu, così come concentrarsi su una tecnica e una controtecnica a sera,tipo..
concordo con ciò che suggerisce gughe sull'energia in dojo: cercare di infonderci a vicenda un pò di grinta anche dopo giornate pesanti e stressanti non può che fare bene a noi e alla pratica che facciamo insieme!

^-^

Anonimo ha detto...

... e brave tutte le ns kendoke!
Ceci uccidili tutti!!! ma soprattutto uccidi il nemico che è in te! penso che, metaforicamente parlando, la via della spada giapponese (rapportatata nel ns tempo) rappresenti proprio questo!
Per il resto mi allineo con quello che avete detto voi ed in appendice ho cercato il kendo perchè avevo bisogno di pratica si fisica ma anche "spirituale" e son convinto di averla trovata! Il bello è il "percorso" che ti fa crescere sempre più ma non ha un punto di arrivo!!!!!
Abbracci e men in testa a tutti!


mr. F

ansaciu ha detto...

ciao a tutti!!!
io il kendo lo conoscevo grazie ai manga/anime giapponesi (Ramna 1/2), ma non pensavo che esistesse in italia. dopo aver smesso di giocare a tennis ho provato a fare palestra (quindi pesi, macchine, ecc...), ma senza un obiettivo (l'avversario da battere) non riuscivo proprio ad essere motivato.
avevo visto un anno alla befana dello sport lo scherma medievale ed essendo sempre stato interessato all'arte della spada (grazie al cinema e STAR WARS) volevo provarla. prima di iniziare, un mio compagno di classe mi dice: "guarda che nella mia palestra di aikido praticano il kendo se vuoi darci un'occhiata"; così ho telefonato, ho provato e mi sono innamorato.
per quanto riguarda l'allenamento "tipo" io credo che sia importante la relazione personale tra il maestro, o chi ne fa le veci, e l'apprendista. avere dopo ogni esercizio la persona che critica in maniera costruttiva dicendo: no il kote è sbagliato, stai dritto o altro, secondo me è essenziale per migliorare. quindi fare tanti esercizi ravvicinati e cambiare posto ogni cinque secondi lo trovo inutile se poi uno non sa cosa e come ha fatto l'esercizio. trovo molto utili inoltre gli esercizi in cui si deve stimolare il seme e la reazione fulminea, perchè un conto e fare un do perchè sai che in quel momento l'altro ti arriva a men, un altro e fare il do al momento giusto perchè PROVOCHI con il seme un men e tu sei pronto di riflessi a fare un do piuttosto che un kote.
bon... direi che mi sono dilungato abbastanza. ci si sente al prossimo post!!!

Luca

Anonimo ha detto...

La forma.
Questa è stata la prima cosa che ho apprezzato quando qualcuno di nostra conoscenza mi ha invitato ad essere presente ad una lezione di kendo. Non che ne sapessi molto, ovviamente (non ne so molto nemmeno ora, cosa ancor più ovvia), ma per chi ha un carattere come il mio, propenso a sperimentare continuamente esperienze nuove, la cosa si faceva curiosamente interessante: e naturalmente non ho potuto che accettare quell’invito.
Ora mi trovo all’inizio di un percorso che, a differenza di tanti altri che mi è capitato di intraprendere, si presenta affascinante sotto molti profili, primo fra tutti quello della inattesa capacità di sorprendermi continuamente, attraverso la sensorialità emotiva, spirituale e naturalmente corporale. E’ tutto qui: mi è noto il tragitto in macchina fino al dojo, mi sono più o meno note le facce che incontrerò, lo sono un pò meno le fasi preparatorie nello spogliatoio e dell’allenamento (lo ammetto: ho spudoratamente simulato di saper contare ‘labbiando’ per molto tempo..), ma poi non lo è affatto relativamente a quello che ricevo dalla pratica, dalla disciplina nell’applicarsi, insomma…da questa travolgente e incontenibile ricerca di auto-perfezionamento di tutti noi.
Per quel che mi riguarda, preferisco sorvolare sulle fonti più o meno mediatiche che alimentano questo stimolo, potrà essere eventualmente oggetto di altre discussioni a tema, permettetemi di confidarvi che, di fronte a un pò di timore che avverto per lo stravolgimento che mi aspetta lungo questo percorso, è consolante sapervi parte attiva!!
Inutile dire che conservo ancora quell’invito, inutile ribadire che la ricerca di quella forma saprà avvalorare ogni mio futuro tragitto al dojo.
Luiss

Ps. A proposito di fasi preparatorie dentro allo spogliatoio, come potrò mai veramente ringraziare tutte voi kendoke per la pazienza che mi dedicate?? (e ancora non ho l’armatura!!!)

Ps4MrF. grazie