Senza scendere in concetti troppo astrusi e lontani dalla nostra concezione, vorrei solo esporre alcuni concetti secondo me importanti circa l’importanza del Centro nel Budo in genere, nella fattispece nel Kendo.
Il Centro inteso si come concetto fisico del prenderlo con la punta della spada (kensen) ma anche, e qui vorrei porre l’accento, come condizione mentale dalla quale nn si può prescindere se si vuole praticare un buon Budo; come calma interiore, come tranquillità e serenità (ecco ripresentarsi il “no mente”).
Questo Centro si può trovare ovunque e in ogni cosa: nel cosmo, nella natura, in tutte le forme di vita e ovviamente nell’uomo.
Secondo il pensiero e la filosofia orientale, il Centro dell’uomo trova la sua espressione fisica nel basso addome, il concetto di Hara o/e Tanden; le “famose” cinque dita sotto l’ombelico.
Hara si può tradurre con “ventre”; nella visione orientale quest’area è il centro della vita e della morte (quindi direi di una certa importanza!).
La dottrina del buddismo considera la centralizzazione sul basso ventre una tecnica particolare che può aiutare l’uomo a scoprire se stesso attraverso la meditazione.
Non voglio dilungarmi oltre in concetti nei quali anche io mi sono solo affacciato; ci si può spingere fino ad addentrarsi in discorsi di tipo mistico ed esoterico (nella cultura orientale questa netta divisione tra il reale e l’esoterico quasi non esiste!).
Quindi Centro visto come un tutt’uno, come un gesto fisico nel cercare di tenere la propria punta esattamente lungo la linea mediana ma anche, e secondo me più importante e senza il quale non si raggiunge neanche il livello fisico, inteso come centralità di spirito, centro morale, calma interiore; quel famoso “no mente” del quale si era parlato.
All’inizio so che tutti questi concetti possono sembrare affascinanti ma assolutamente di difficile praticità (non ci riesco, ma come si fa??), non bisogna spaventarsi ne mollare o perdersi d’animo, con la pratica e il tempo tutto diviene un po’ più chiaro e ci si avvicina passo dopo passo, ogni giorno di più a quella che io amo chiamare “concezione budo”; che non è solo essere o diventare veloci kendoka ( ne esistono che magari non sanno niente di questi concetti ma si allenano solo sul piano fisico), piuttosto certo diventare bravi, veloci, puliti ma con quella grande “marcia in più” derivata dalla serenità e altruismo al quale la pratica “spirituale” porta.
Quindi un consiglio, continuate a praticare con assiduità senza porvi troppe domande; capisco, ogni tanto in dojo nn c’è quell’energia che dovrebbe invece esserci, la gente è scarica e svogliata, andate avanti lo stesso , lavorate bene su voi stessi; è molto meglio pensare a “vuotare la propria tazza” piuttosto che alla giusta posizione dei piedi; purtroppo un grande lavoro di questo tipo da noi nn si fa; troppo poco tempo? Scarsa voglia? Non lo so, iniziamo a lavorare su noi stessi, io dal canto mio farò il possibile perché la mia esperienza (quel poco che ho) venga messa a vostra disposizione con umiltà e chiedete, se avete dubbi non esitate a chiedere.
Grande Ki!!!
1 commento:
grande sempai!
hai "centrato" il "centro"!
Facciamone tutti tesoro!
mr.f
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