
Voglio dare ufficialmente il benvenuto nel gruppo di kendoka copparesi ad Enrico, novizio samurai; al quale spero di poter infondere la passione e la grinta necessarie per poter percorrere un buon cammino nell'affascinante mondo del Budo.
Ancor prima di iniziare a parlare di tecnica, velocità, efficacia ecc ecc è secondo me fondamentale affrontare l'argomento: "approccio al Dojo"; di approccio alla "mentalità Budo", indispensabile bagaglio per poter iniziare bene e, a dio piacendo, continuare ancor meglio.
Troppo spesso per la fretta si tralasciano parti essenziali del tutto.
Spesso oggi sento parlare e fare grandi discorsi filosofici (anche lo stesso Enrico mi chiede eventuali libri che trattino argomenti di questo tipo inerenti al Kendo o le Arti Marziali in genere); bisogna capire che la Strada va iniziata dal punto giusto e col metodo giusto.
Inutile filosofeggiare su concetti astrusi tanto per riempirsi la bocca; magari capendo quasi niente....il Budo per poterlo vivere a 360 gradi bisogna PRATICARLO ASSIDUAMENTE; ora il nobile Kavuriani Sama mi darà del "fissato", hai ragione amico mio, a mio avviso l'unico modo per capire qualche cosa è viverla.
Deve restare fermo il concetto che ognuno di noi come ho già scritto da il peso che ritiene opportuno allo studio di queste discipline (il Kendo nella fattispece); detto questo, come ci si atteggia verso il dojo?
La "discesa" nella metalità bisogna già averla ancora prima di entrare in dojo, un pò di training autogeno va fatto magari in macchina prima di arrivare, a casa qualche minuto prima di uscire.
Già con questa pratica il giovamento sotto il profilo concentrazione sarà immediato.
Nel Kendo poi esiste un bellissimo e antico rituale: la vestizione.
Non bisogna "buttarsi addosso" uwagi e hakama ma indossarli con rispetto e calma, stando attenti che il tutto sia perfetto e impeccabile; ricordiamoci che stiamo entrando nella TRADIZIONE (anche se so che a volte la fretta di cambiarsi....).
Ripassare mentalmente quello che si è fatto la precedente lezione in modo da nn dovere tutte le volte riiniziare dall'inizio.
Tenere ben presente poi che se anche ci si allena in una palestra, virtualmente si entra sempre in un dojo, in un luogo dove si studia la Via e che c'è un reigi da rispettare, ci sono regole di comportamento all'interno dell'area di pratica dalle quali nn si prescinde.
Poi si accede, in silenzio il più posssibile, con la mente aperta, recettiva, carichi di KI; il Rei all'area di pratica, ci si dispone in riga per il Mokuso (tentando di vuotare la propria mente dal superfuo, immergendosi nel Budo), i vari Rei che devono essere fatti con rispetto e fierezza.
Soltanto ora inizia la lezione propriamente detta, tanti step sono stati compiuti, se rispettate tutte queste linee guida, la lezione assumerà un 'altro senso, un'altra utilità...solo in questo modo, a mio avviso, si inizia a fare Budo.
Questo è solo l'approccio iniziale ovviamente,l'unico modo per fare le cose seriamente, ma come dicevo, partendo bene la strada non potrà che essere in discesa.
2 commenti:
caro Vescovi Sama
il mio commento non può mancare e oltre ad appoggiare e condividere il contenuto del tuo post desidero ricordare a tutti che anch'io, appena iniziata la pratica, preso dal desiderio di conoscenza, ho comprato e letto libri sull'argomento "via della spada giapponese", ma ahimè, comprendendo ben poco, ma la sete di sapere deve essere comunque placata! Penso che sia giusto leggere libri sull'argomento, se se ne ha il desiderio, poi il resto viene da se... ci si accorge che si capisce quel che si capisce e lentamente la sete si placa; IL KENDO NON SI IMPARA SUI LIBRI MA ATTRAVERSO LA PRATICA! e quì nasce la "cosa meravigliosa" accoregendosi che giorgno dopo giorno, praticando, leggermente si migliora, lentamente si comprendono i concetti e le filosofie (magari lette sui libri o sentite da altri). Concludendo è giusto leggere se lo si desidera, ma se si vuole percorrere la via è la pratica che lo consente.
Franco Kavuriani no Kami
Buon Fabio
ti ringrazio innanzitutto del benvenuto, spero di essere un buon allievo e di diventare un buon kendoka. Sono consapevole del fatto che, la via della spada non si apprenda sui libri ma con dedizione ed impegno: la pratica è meglio della grammatica.
Il fatto è che ogni movimento o gesto, per i giapponesi ha un significato, una storia, un suo perchè...e vorrei conoscere anche questo lato di questa nobile arte.
Chiudo ringraziandoti della pazienza che non lesini nei miei confronti ad ogni lezione...la mia coordinazione braccia, gambe, spalle e anche la voce lasciano un po' a desiderare...molto a desiderare.
La tua grinta e il tuo atteggiamento "marziale" mi sono veramente d'esempio e di sprone.
Ciao Enrico.
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