
Colgo l'occasione, visto l'interessante e sempre attento commento del nostro Mr. F per dire due parole sullo Iaido.
Ragazzi, non mi entra dentro neanche a morire...magari prima o poi farò seppuku dato il disonore!
Come fare?
Cosa fare?
Con che fare?
Mah, praticando Budo già da qualche tempo e avendo "visto un pò di tutto", so cosa reputo interessante e degno del mio tempo e cosa no; lo Iai della ZNKR è uno di questi; il mio problema è che mi annoia......oddio cosa ho detto; qualche Kami si occuperà di me mettendomi alle costole un demone (che si aggiungerà ai tanti che sto provando a sconfiggere!!); a parte gli scherzi, ha ragione Franco San quando dice che comprendendo i Seitei, sempre gli stessi 12, si arriva a praticare poi meglio le varie Ko ryu.
Anche Detlef, sempre interessante nelle sue spiegazioni, dopo il kangeiko mi chiese se mi piaceva lo Iaido; alla mia risposta affermativa mi disse se volevo iniziare a praticarlo (avevo appena passato il primo Dan!)...ma si vede così tanto che non ci sto dentro??
In seguito mi parlò molto della sua visione di questa disciplina, di come bisogna praticare nel medesimo modo i seitei come, ad esempio, la Musoshinden; tutte parole interessanti e più o meno ad effetto, risultato: ancora non ho trovato la mia Via per lo Iai.
Pratico Kendo, sono tornato alla mia vecchia culla dell'Aiki Jutsu,kenjutsu, Kobudo, qualche cosa di Karate; studio e mi impegno al massimo e non vi nego che mi avvilisce un pò non riuscire a fare mia un' Arte così affascinante!!
Nemico immaginario, sconfiggere me stesso, non emettere kensei, forma perfetta....ragazzi sono ancora forse un pò indietro.
Mi piacerebbe che qualcuno mi dicesse come poter fare, mi facesse vedere le cose sotto un'altro aspetto.
Ragazzi, aspetto suggerimenti; come vedete voi questo discorso? Come è il vostro personale rapporto con lo Iaido?
E commentate!!!!!!!!!!!!!!!
Aspetto suggerimenti!
Grande Ki!
5 commenti:
Siamo noi stessi o quella che vediamo è un’immagine riflessa di noi stessi?
Personalmente, lo Iaido mi sta coinvolgendo molto, forse perchè accompagna una fase della mia vita piuttosto riflessivo/meditativa e individuale.
Le ultime volte che ho praticato (vorrei trovare un termine più adatto per una principiante, perchè questo mi avvicina erroneamente un pò troppo a tutti voi) ho accettato la sfida con me stessa di immedesimarmi talvolta nel ruolo dello iadoka e talvolta dell'avversario..ammetto e condivido con voi che trovo più difficile quest'ultima posizione, perchè da qui osservo in modo oggettivo tutta me stessa, e non solo i demoni con cui convivo..e il lavoro da fare è molto, mi dico, non per raggiungere uno status ammirabile da altri, ma semplicemente per apprezzare il fatto di accettarsi.
Non voglio nemmeno tentare di rileggere quello che ho scritto, è probabile che non mi capirei, figuriamoci voi, per cui prendete questo post per quello che è: una momentanea delirante espressione della mia mente.
Luiss
grande louiss
sempre con noi!
mr. F
Provo a descrivere invece quello che provo io nei confronti della pratica dello Iaido…
Personalmente provo sentimenti contrastanti per questa disciplina, dove trovo un grande interessamento all’inizio della lezione, che poi scema dopo ca 45 minuti (all’ora piena fatico ad arrivare..) fino a sfociare in noia e a contare i minuti per finire la lezione.
credo che sia fondamentale nella pratica dello Iai la massima concentrazione (bellissimo essere completamente in silenzio e concentrati in quello che si fa anche nei momenti di pausa o tra un kata e l’altro), che a volte va in conflitto però con la vita di dojo..vogliamo fare 2 ore completamente uno di fianco all’altro in silenzio??? No! Però facendo così ci si deconcentra!
E’ la mezza misura che non riesco a trovare!
Poi abbiamo di fronte maestri che saranno sì convinti di quello che fanno, ma cosa poi trasmettono?
Uno in particolare ha una grande tecnica, ma poco spirito secondo me…un gran bel movimento e un fischio della spada da far paura, ma poi con quella spada e quel movimento, nella realtà taglierebbe qualcosa? Per me assolutamente no!
Per non parlare della “maschera” che viene adottata in fase di pratica, con un espressione che non ha nulla di normale (impassibile? Grintoso? Arrabbiato? Bah…non mi pare nessuna di queste..anzi ha tutt’altro che di normale..)
A che pro mi chiedo io? Ma ci siamo mai chiesti perché nessuno di noi ha ancora raggiunto dei livelli discreti? Parlo riferendomi a quanto ho visto durante i campionati italiani (dove personalmente ho partecipato per la bellezza di 5 minuti per poi essere eliminata all’istante): c’erano fior fiore di ragazzini che praticavano iaido da poco tempo, ma che erano lontani anni luce dal mio livello. Bravissimi, con un taglio da far paura…loro si che dimostravano di tagliare veramente con decisione, pur mantenendo una postura rilassata…ma come fanno accidenti??
Questo mi lascia perplessa sulla pratica in dojo, a volte preferisco la tecnica non perfetta del maestro, ma che ha sicuramente molta più carica e grinta di chi vanta tanti dan, ma che alla fin fine…ha secondo me uno iaido non efficace…
Continuerò sicuramente nella pratica, pure a tentare di dare esami, ma accettando il fatto che il mio iaido non sarà mai di un buon livello così come dovrebbe essere. Forse non ho raggiunto lo stato mentale adatto, non lo so, ma spesso mi sembra solo di fare dei gesti stile balletto…
Tutto questo per dire che comprendo e condivido chi nello iaido ha perso interesse, non sapendo l’obiettivo e il livello da raggiungere e COME raggiungerlo…perché purtroppo secondo me non ci vengono dati stimoli e indirizzi per farlo…
Scusate la polemica, ma questa è una pagina aperta ai pareri di tutti..e questo è il mio..
Ci si vede in dojo..
ciao
ciao a tutti. so di essere tremendamente in ritardo per rispondere a questa discussione, ma per un motivo o per l'altro non sono riuscito a prendermi 10 minuti per scrivere, anche se avevo già pensato a questa risposta.
a me piace molto lo Iaido e fino a poco tempo fa vi avrei anche detto che mi piace un poco più del kendo: purtroppo ha dei grossi limiti come disciplina, perchè richiede molta, molta, molta pazienza. io penso di averne abbastanza e fino ad ora sono andato bene, però le lezioni di Iaido, anche ieri sera, stanno diventando sempre più noiose...
a me lo Iaido piace perchè il fatto di ricercare la perfezione mi affascina e, unito al fatto che sono poco agressivo, mi sono sempre trovato a mio agio. andando poi un po' in giro per stage, esami e gare ho scoperto che lo Iaido che pratico io e comunque lontano anni luce dalla perfezione e dalla determinazione necessaria per interpretare bene i kata.
io credo che il problema sia come vengono gestite le lezioni nel nostro dojo. sono lezioni che vanno bene per i principianti, ma una volta raggiunto un certo livello annoiano a morte. ed è vero quello che dice gughe: dopo poco ci si gira sempre verso l'orologio per vedere quanti secondi sono passati dall'ultima volta che l'hai guardato.
io proporrei prima di tutto di abbassare almeno ad 1 ora e mezza la durata della lezione. magari la mezz'ora successiva la si può tenere per chi vuole approffondire qualcosa o magari se si vuole tenere più sotto i principianti. però direi che da 1 kyu in su 1 ora e mezza può bastare.
e poi bisognerebbe rendere le lezioni più varie, perchè nel kendo basta che un giorno si faccia un esercizio diverso, o che una sera ci sia una faccia nuova, che non ci saranno mai due lezioni uguali. ma anche con gli stessi esercizi e con le stesse persone non si correrebbe mai un simile pericolo.
oltretutto bisogna anche chiedersi cosa vogliamo noi e i maestri: sappiamo tutti ad esempio che il nostro dojo non fa nascere, e non vuole far nascere, delle persone che vinceranno i campionati italiani di Iaido e quindi sarebbe bello proporre di imparare più scuola antica e magari anche scuole diverse, per provare sempre qualcosa di nuovo. o comunque creare un sistema che permetta ai partecipanti di capire i propri i errori e di crescere. io ho notato che faccio molta fatica a migliorare certi aspetti di alcuni kata e ci saranno sicuramente altri cento aspetti a me oscuri che nessuno mi ha ancora detto.
il fine deve essere sempre quello di divertirsi e se si raggiunge il limite di rottura... prima o poi avremo lezioni di Iaido deserte.
ciao!!!
Vorrei per prima cosa scusarmi per il ritardo della mia risposta, sono giorni che penso a cosa scrivere e spero di aver maturato qualcosa di dignitoso.
Io personalmente sono molto affascinata dallo Iaido, l'eleganza, la costante ricerca della perfezione, l'efficacia...sono tutti particolari (insieme anche agli altri non citati..)che si avvicinano alla mia persona, al modo di concepire e fare le cose. Il primo aspetto che ho apprezzato di questa disciplina è stato il suo silenzio. Necessario, indispensabile ma allo stesso tempo troppo ed estenuante. Ovviamente per praticare un buon Iaido è necessario il silenzio, perchè allora si pensa seriamente a ciò che si sta facendo, si sentono di più i propri movimenti. Ma è necessario che questo silenzio ci sia dall'inizio alla fine della pratica, ininterrottamente. Appena ci si distrae, si guarda l'ora ecc ecc, "puff", la concentrazione (si parla della mia!) se ne va e dopo fatica a tornare, i tempi di ripresa sono lunghi. Sinceramente, mi sento più a mio agio e capace di concentrarmi durante gli allenamenti di Kendo, tra le urla di tutti noi. Sono molto più abituata ad agire nel suono più che nel silenzio. Il silenzio quando diventa indispensabile, alla lunga lo trovo opprimente.
Dal mio punto di vista, due ore di Iaido sono lunghissime sia per i principianti sia per quelli più avanti. Almeno, fatte come nel nostro dojo. Perchè non essendo dinamico come nel Kendo l'allenamento, secondo me bisognerebbe trovare per ogni lezione un punto o qualche punto su cui lavorare, seriamente, magari anche selezionando i kata che meglio li esplicano. Mi dispiace, non vorrei sembrare critica, ma perchè poi fare bene i primi quattro kata, occupando del tempo e studiando al dettaglio, e poi fare in mezz'ora e alla spicciolata i restanti otto? Stessa cosa per la scuola antica. In tutta onestà, spesso in una lezione ricevo così tanti input che poi finisco per sbarellare e non ricordare più nulla. Giustamente, le cose da considerare sono tante, ma trasmetterle a cascata e non distribuirle equamente nell'arco delle lezioni e dei kata non mi sembra produttivo. [Ammazza che polemica che sono!! Chiedo venia!!]
Per la mia minuta esperienza del taikai e della gara nazionale (come spettatrice), mi sembra proprio che qualcosa non torni. Perché il nostro dojo non vuole far nascere futuri campioni? Nel senso, mi sta benissimo dire che è importante apprendere un buon Iaido e sono la prima a dire che mi interessa molto di più ricercare una buona esecuzione del kata più che allenarmi per vincere i mondiali, ma perchè "eliminare delle opzioni"? Perchè non può invece diventare un nuovo punto su cui concentrare la nostra attenzione? Mi rendo conto di non essere riuscita a spiegarmi, ma per dire, quando alcuni di noi sono andati ai regionali, il campione europeo ha dimostrato i Seitei e, oltre ad averli eseguiti benissimo ecc ecc, si vedeva che c'era dell'altro, che non era solo eleganza e precisione. Il suo Iaido era efficace! Il suo Iaido tagliava veramente! Però in dojo per quanto mi dicano di essere più decisa, io non riesco a capire come si faccia (a parte il problema del taglio)!!
Però devo ammettere che è per questo che "ancora" pratico Iaido: mi piacciono le difficoltà che si incontrano nello studio, per quanto a volte sbuffo a pensare di andare in dojo per "tagliare l'aria" e spesso mi viene da essere un pò titubante o critica.
...Troppe parole, pardon! Ci si vede in dojo!
Ceci
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