
Voglio rendervi partecipi della mia esperienza di questo fine settimana.
Dopo avere contattato un noto maestro di Milano, parto alla volta della capitale lombarda con grande spirito e soprattutto interesse verso una disciplina a me nota ma che non finisce mai di stupirmi e di affascinarmi data la sua vastità: l'Aiki Jutsu o meglio l' Aiki JuJutsu, così come lo intendeva il "fondatore" Takeda Sokaku, sto parlando del Daito Ryu.
Dopo le opportune presentazioni del caso con lo Shihan (il "caposcuola" qui in Italia) ci siamo un pò addentrati in discorsi di Budo tradizionale nei quali lui è molto ferrato ed io argomentavo circa la mia personale esperienza.
Dopo avermi illustrato per sommi capi le origini e le peculiarità della sua disciplina è venuto il mio turno di esporre il mio curriculum marziale; tralascerò i miei originari studi della mano nuda per arrivare al kendo; scopro con piacere (a dire il vero già lo sapevo) che il maestro aveva praticato un pò di Kendo in passato e tra una chiacchiera e l'altra sono venuti fuori i nomi altisonanti della federazione; tutto questo senza il minimo senso di critica o di parte, anzi, si è dimostrato molto interessato ai racconti delle mie esperienze, lodando la serietà e la nobiltà della nostra disciplina.
Tutto molto piacevole e assolutamente informale; io naturalmente gli riservavo il rispetto dovuto ad un praticante di quella caratura! Poi è arrivato il momento dei punti di unione tra le due discipline.....oddio!!! pochissimi!!!
Ma come, il Kendo, mille anni di storia, campi di battaglia, generali, duelli; niente di tutto ciò, il Kendo come sappiamo nasce come disciplina quasi "filosofica"; tutto quello che è guerra e duelli è JUTSU!!! Quindi Kenjutsu!
Ma la tradizione è nel Do o nel Jutsu?? La vera tradizione intendo, nn quella che sedicenti maestri dagli occhi a mandorla portano in Europa oggi.
Secondo me la risposta è in entrambi i concetti; mi sono proprio reso conto l'altro giorno che l'unica cosa che cambia è l'approccio mentale.
Dopo una lunga parte a mano nuda sulla quale soprassiedo siamo passati in una diversa zona nella quale Bokuto alla mano abbiamo fatto diversi Kata previsti dal Daito Ryu.
Ora, loro seguono una scuola di kenjutsu chiamata "Ono ha itto ryu", ho avuto modo di guardare alcuni loro kata e che dire.....si respira il campo di battaglia, belli, rapidi, precisi, senza fronzoli, letali!
Per lo shodan è previsto anche il Kendo no kata e io ho fatto la mia discreta figura eseguendoli con grande onore col Maestro.
Ad ogni mia domanda lui ripondeva sempre con grande calma, umiltà e competenza (grandi doti x un insegnante) e ogni tanto al quesito:"..ma il piede è meglio leggermente più avanti o indietro?.." lui rispondeva con :"...come sei più stabile e definitivo? quella è la tua posizione...", oddio, sono venuti meno tutti i principi di assoluta perfezione che hanno fatto parte di me fino ad adesso (Kendo e Iaido docet!), ma poi ho capito....è solo questione di punti di vista, fa tutto parte del tutto (scusate la ripetizione) che è il Budo..così diverso ma in fondo così simile, tutto sta nell'adattarsi (il famoso termine Ju), avere la mente aperta!!
Jutsu, Do sono due aspetti della stessa cosa, si torna sempre al discorso Yin e Yang, non esisterebbe il Do se il Jutsu non avesse fatto il suo corso; qualcuno tenta ancora di tramandarlo in maniera seria, in questo mondo di persone "civili", "pacifiche" che seguono il Do.
Io personalmente ho aggiunto un altro piccolo mattone alla mia esperienza, per riuscire come sempre a trasmettere in maniera obbiettiva le due faccie della stessa medaglia.
Ci siamo quindi salutati cordialmente augurandoci un arrivederci.
Grande Ki!!!!!
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