
Dewa Mata, una delle tante forme di augurare l'arrivederci in giapponese; ho voluto intitolare così questo post, per salutare un amico, un vecchio compagno di pratica, una persona mite, schiva, quasi timida (d'altri tempi).
Quando arrivai in Bushidô era nella sezione di "quelli più grandi", quelli "che menavano", poi una volta conosciuto, lui come tutti gli altri mi accorsi che in realtà non erano cattivi picchiatori ma soltanto ragazzi con maggiore esperienza, sempre pronti ad aiutare chi, più giovane di loro, era in difficoltà su una tecnica o altro.
Moreno era uno di quelli, un pò schivo come dicevo ma sempre pronto a dare un consiglio, un suggerimento a me o ad altri che avevamo molta meno pratica di lui.
Se ne andato in una mattina d'estate; la stagione più bella, più solare, più positiva...ma chi l'ha detto poi??
Tanti sono stati i discorsi del Sensei circa le virtù dei samurai, ma mai qualche cosa riguardante i vizi e le debolezze che per natura avranno avuto.
Scrivo così, senza troppo pensare quindi mi si perdonerà qualche frase un pò "sconclusionata" che però assicuro ha il suo senso.
Ho sempre odiato i "coccodrilli" e non è mia intenzione scriverne uno; solo lasciare testimonianza di quanto, anche se i nostri destini marziali e non erano lontani, la sua scomparsa mi abbia lasciato senza fiato, senza parole (in un mondo dove se ne dicono troppe); parafrasando l'amico Alberto:"...veder muovere un turbine di foglie mi ricorderà del muoversi della tua hakama..."; arrivederci Moreno, arrivederci Budôka!!
2 commenti:
Proprio stasera mentre parlavamo io e il sensei di una persona scomparsa,che comunque io non conosco, è apparso il papà di una piccola anima di 5 anni per chiedere informazioni in merito al dojo. Bella immagine,forse un pò troppo romantica............chissà.
Oggi non lo si è mai abbastanza! Grazie per il bel commento, niente è per caso.
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